A colloquio con il sindaco, le speranze, i progetti  in cantiere, il racconto del primo anno di amministrazione  dopo un lungo commissariamento dovuto  allo scioglimento per mafia, “Abbiamo gli anticorpi necessari- racconta-ci siamo formati  con un progetto che ci ha portati a diventare classe dirigente”.

Michele Bisceglia è stato eletto il 22 settembre del 2020 con 2043 voti con la lista “Noi Comunità”, è il primo sindaco dopo un lungo commissariamento successivamente allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, nel marzo del 2018. Una campagna elettorale all’insegna della partecipazione e precedentemente un percorso di coinvolgimento dei cittadini, condiviso anche con l’associazionismo e con pezzi importanti della chiesa.  Nel tentativo di “attivare speranze e percorsi educativi dal basso”  è nato, nel 2018, il meet-up PacificAzione. Un esperimento di antimafia sociale che ha coinvolto anche Libera, l’associazione di don Luigi Ciotti.

Sindaco lei è consapevole che il suo mandato è per molte ragioni osservato con speranza e non solo dai suoi cittadini, dai suo elettori?
«Siamo consapevoli e questo è il frutto del percorso che abbiamo fatto. Sicuramente quando abbiamo deciso di candidarci eravamo consapevoli anche di questo. Devo dire, onestamente, che viviamo questa speranza come un vantaggio competitivo e ovviamente come sprono per l’impegno quotidiano. Oggi sicuramente abbiamo un forte collegamento con gli uffici “superiori” (Prefettura, Regione, Provincia),la dialettica si è rafforzata e questo ci permette un confronto sempre aperto con tutte le Istituzioni. Quando ci sono questioni “delicate” cerchiamo conforto negli uffici superiori, come credo sia giusto e come è normale dopo uno scioglimento per mafia».
Anche il vescovo Franco Moscone, in un recente convegno, ha citato il vostro percorso augurandosi che da amministratori facciate bene…
«Questo ovviamente ci carica di ulteriore responsabilità, ma siamo anche convinti che è il frutto dell’autorevolezza che ci siamo guadagnati. Questa autorevolezza oggi ci viene riconosciuta, siamo partiti con eventi a cui hanno partecipato in pochi, ma non ci siamo arresi».
Proviamo a fare un bilancio di questo primo anno di amministrazione, soprattutto  dal punto di vista umano…
«Dal punto di vista umano è un’avventura entusiasmante. Siamo una squadra coesa, abbiamo affrontato il primo anno come una squadra che funziona, non è mai accaduto che una delibera  sia stata votata a maggioranza. Questa è la testimonianza che siamo un gruppo e che ogni delibera di giunta è un lavoro corale. Un anno di stabilità politica, questo ci viene riconosciuto anche da chi non ci ha sostenuti, un fatto che Mattinata non conosceva da anni. Non ci sono fughe in avanti, questo accade grazie alla nostra  formazione, quel percorso da cui veniamo, appunto».
Cosa resta di “PacificAzione”, quanto è importante quel percorso oggi?
«Sicuramente una traccia indelebile nella cultura della nostra comunità. Un percorso che continua con la lista civica Noi Comunità, che prosegue il lavoro di coinvolgimento dei cittadini. Le tematiche da noi affrontate sono rientrate nell’approccio alla cosa pubblica, anche in buona parte dei cittadini. Abbiamo centrato l’obiettivo di educare al coraggio e alla coscienza civile. È evidente che quella  palestra oggi ci permette di essere coesi, come dicevo, e di avere un rapporto dialettico importante con tutti i cittadini. In questo anno abbiamo affrontato questioni importantissime come i lavori per la fogna nella “Piana”, abbiamo sanato l’illegalità diffusa di scarichi a mare abusivi.  È stata una sfida anche accettata dalla Regione Puglia, con cui abbiamo trovato una interlocuzione importantissima. In alcune situazioni potevamo procedere con incarichi diretti,abbiamo preterito fare gare pubbliche. Veniamo orgogliosamente e faticosamente da quel percorso».
Si parla spesso di rinnovamento e di coinvolgimento della società civile, certamente amministrare non è una cosa facile…
«Dalla mia scrivania passa di tutto: dalle piccole lamentele agli interessi del demanio marittimo. Tutto è valutato e studiato con molta cura.  Ovviamente si rinuncia al tempo con la propria famiglia, io faccio il sindaco H24 e questo spesso non viene compreso dai cittadini. I progetti  che abbiamo messo in cantiere, sono tanti. Noi siamo oggi l’unico comune in Italia a vocazione turistica che parla di extrastagionalizzazione e non di destagionalizzazione, abbiamo in cantiere una serie di eventi per l’autunno come la festa dell’olio e molto altro».
Come si tiene lontana la mafia dai luoghi dove si amministra?
«Amministrando in maniera franca e diretta. I messaggi che abbiamo lanciato in questi anni sono chiari e direi che sono arrivati. La gente sa da dove veniamo, io ho denunciato da semplice cittadino e non esiterei a farlo da sindaco. Devo dire che in questo anno nessuno è venuto a batteri i pugni, a pretendere. Io credo che con il percorso che abbiamo fatto abbiamo creato innanzitutto degli anticorpi, lo definirei un grande lavoro di prevenzione. Per questo sono certo che questa squadra farà bene».

Google search engine