Una giovane soprano riscopre il compositore ottocentesco e lo porta al centro della ricerca internazionale.
Sembra una vicenda d’altri tempi, fatta di corti eleganti, castelli e salotti aristocratici. E invece accade oggi: una giovane soprano si innamora della musica e dei versi di un compositore dell’Ottocento, fino a trasformare quella passione in un progetto di studio e ricerca all’estero.
Il protagonista di questa storia è Domenico Corigliano, nato nel 1771 a Rignano Garganico e affermatosi nei salotti napoletani del XIX secolo, fino al debutto parigino del 1817. Una figura oggi poco conosciuta, ma che torna a vivere grazie all’impegno di chi ha deciso di riportarne alla luce l’opera. Molisana di nascita e romana d’adozione, Flavia Colagioia ha scoperto fin dall’adolescenza la sua vocazione per il canto lirico. Senza mai recidere il legame con le proprie radici meridionali, ha costruito un percorso artistico che l’ha portata sui principali palcoscenici nazionali e internazionali, portando con sé l’identità e i colori del Sud.
Determinante per la riscoperta di Corigliano è stato l’incontro con il Maestro Salvatore Villani, musicista ed etnomusicologo impegnato da anni nella valorizzazione del compositore garganico. Tra i suoi lavori spicca un album dedicato alle “Cantatine, Ariette, Duetti”, realizzato con il sostegno del Centro Studi Tradizioni Pugliesi e della Regione Puglia, che raccoglie alcune delle composizioni più significative dell’autore.
«In questa figura ho trovato due elementi fondamentali: a musica vocale da camera, intima e diretta, in cui Corigliano esprime il meglio di sé, e il mio legame con il Sud. Scoprire che un artista pugliese, vicino al mio Molise, si forma a Napoli e si afferma nei salotti dell’Ottocento fino ad arrivare a Parigi è motivo di grande orgoglio», racconta Colagioia
Proprio grazie alla guida del Maestro Villani, la soprano ha avuto modo di esibirsi a Rignano Garganico, interpretando anche brani inediti tratti da antichi manoscritti su cui sta attualmente lavorando. Una passione che si è trasformata in un progetto accademico: Colagioia è oggi impegnata in un dottorato di ricerca dedicato a Domenico Corigliano presso l’Università Politecnica di Valencia, sotto la supervisione del professor Stefano Scarani, e in cotutela con l’Università degli Studi di Udine, con il professor Roberto Calabretto.
Un percorso che unisce arte e ricerca, con l’obiettivo di restituire voce e dignità a un repertorio dimenticato, riportando alla luce una pagina significativa della storia musicale del Sud Italia e proiettandola su un palcoscenico internazionale.
















