San Giovanni Rotondo si prepara a tornare alle urne nel 2026, in un clima politico ancora incerto, dopo i 14 mesi di amministrazione in carico alla giunta guidata dal Movimento 5 Stelle.
Un periodo segnato da numerose difficoltà e dalla gestione di una città divisa tra speranze e critiche. Questo ritorno al voto non può prescindere da quello che è accaduto nei mesi scorsi con alleanze che sembrano più difficili che mai da costruire.
L’amministrazione Barbano, purtroppo per i suoi sostenitori, non ha avuto il tempo di affermarsi e ha visto l’interruzione della sua esperienza amministrativa prima del previsto. Il mandato si è concluso con una crescente crisi interna e con una gestione che non è riuscita a soddisfare le aspettative dei cittadini. La città di San Giovanni Rotondo, in questo contesto, ha assistito ad una polarizzazione sempre più evidente, culminata con il cambio di giunta e l’ingresso di nuove forze politiche all’interno della maggioranza.
La costruzione del “campo largo”, un’alleanza tra le principali forze politiche della sinistra, pare impossibile. L’intesa tra il M5S e PD appare difficile, dopo la lunga e dura campagna elettorale che ha visto le due forze scontrarsi con toni accesi e dopo la dura opposizione dei dem in Consiglio. Difficile anche l’alleanza tra PD e Rifondazione Comunista, lo stesso tra Rifondazione e M5s. Durante la campagna elettorale e il periodo in cui il Prc è stato al governo della città, le divergenze sono emerse con forza, rendendo quasi impossibile pensare ad una collaborazione futura. L’esperienza passata ha lasciato cicatrici che potrebbero essere difficili da sanare, difficile, questa volta, anche un intervento diretto dell’ex premier Giuseppe Conte. Altra questione è invece per la lista “Insieme”, che, pur non essendo ancora ufficialmente schierata, sembra pronta a riallacciare i fili con il PD per formare una coalizione che possa competere con le altre forze e schieramenti.
La situazione è ancora incerta anche nel centrodestra, che potrebbe trarre vantaggio dai numerosi veti incrociati nel centrosinistra. Sebbene il tempo a disposizione per organizzarsi sia stato maggiore rispetto alle forze di centrosinistra, le alleanze interne non sono ancora state definite, resta l’incognita anche rispetto alle forze politiche subentrate successivamente per sostenere Barbano. Il rischio di un’ulteriore frammentazione resta alto, con vari gruppi che sembrano poco orientati a mettere da parte le differenze. Le trattative sono ancora in corso, e le ultime riunioni, tenutesi già nel dicembre 2025, sembrano aver messo sul tavolo temi ancora non risolti a partire dal nome del candidato sindaco.
Il 2026 si profila come un anno di sfide per San Giovanni Rotondo, dove le vecchie e nuove alleanze politiche dovranno affrontare il compito di ricostruire la fiducia della cittadinanza e cercare di evitare gli errori commessi alle scorse elezioni. Le forze politiche sembrano pronte a rilanciarsi, ma con molteplici incognite. In ogni caso, le elezioni si avvicinano e tutto sarà rimandato a dopo le festività. Le trattative e le alleanze politiche saranno più chiare a partire da gennaio, quando i partiti inizieranno a stringere definitivamente i legami che guideranno la città nel prossimo futuro.
















