“Quello che sta avvenendo a Bari è qualcosa di scandaloso che deve far riflettere tutti, politica e cittadinanza”.
Il segretario del Pd della Provincia di Foggia, coordinatore della di Avviso Pubblico e sindaco Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, interviene in merito alla decisione del Ministro Piantedosi di inviare la Commissione al Comune di Bari e valutare se scioglierlo per mafia. L’iniziativa sta riscuotendo numerose critiche, secondo il rappresentate del Governo Meloni “si è resa necessaria a seguito di un’indagine giudiziaria che ha portato a 130 arresti tra cui anche un consigliere comunale, ma soprattutto il commissariamento di un’azienda municipalizzata”, consigliera comunale, va specificato, eletta con il centrodestra e non appartenente alla maggioranza del sindaco Decaro.
“Più volte e da più parti, è stata rimarcata la necessità di innovare l’art. 143 del TUEL (D.lgs. 267/2000) relativo alla procedura di scioglimento dei consigli comunali, correggendone alcune storture a favore di una formulazione che preveda tra le altre cose un contraddittorio tra le parti, delle sanzioni anche per l’apparato burocratico (dove spesso si annida il vero condizionamento!) nonché una riforma dell’istituto del commissariamento, rendendolo meno istituzionale e più umano e quindi più prossimo al cittadino”- dichiara d’Arienzo.
“Fino ad oggi, sulla base delle esperienze maturate in provincia di Foggia, avevamo assistito ad insediamenti di commissioni d’indagine con poteri d’accesso e di accertamento motivate dalla necessità da parte dello Stato, per il tramite dei Prefetti, di verificare la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori … . Lo Stato! E non un gruppo di parlamentari, semmai in piena campagna elettorale! Se così è, quella che oggi viene minata non è la credibilità del Sindaco Antonio Decaro, persona e amministratore per bene, oppure la credibilità di una comunità come quella di Bari, fatta per la quasi totalità da persone oneste e laboriose al pari di quelle di Monte Sant’Angelo, Mattinata, Manfredonia, Cerignola, Foggia e Ortanova, per citarne alcune. Ciò che oggi verrebbe completamente distrutta è la credibilità di uno Stato che si definisce democratico, dove una “squadra” di parlamentari può condizionare un Ministro della Repubblica, sia esso dello stesso colore politico, sia esso di colore diverso. La lotta alla mafia deve essere trasversale.” Conclude.
















