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“Il museo ospita solo una piccolissima quantità dei reperti rinvenuti a Paglicci, sono conservati presso i depositi del Museo Archeologico di Manfredonia e a Siena; perché non restituirli ai legittimi proprietari?”

“Nonostante l’inaugurazione in pompa magna di qualche estate fa il Museo del Paleolitico di Rignano Garganico, che ospita alcuni dei reperti di Grotta Paglicci, è da tempo chiuso e non è stato mai dato in gestione, se non per pochi giorni all’anno e in occasioni particolari”- si legge in un comunicato inviato dall’associazione “Amici di Grotta Paglicci” di Rignano Garganico.

“Proprio oggi parte la Summer School Archeologica del Parco Nazionale del Gargano che terminerà il prossimo 2 settembre. Lo scopo del progetto è quello di creare una rete tra le varie strutture museali e gli Enti pubblici/privati che li gestiscono, in modo da rilanciare il turismo culturale e di settore a livello nazionale ed internazionale. Bella iniziativa, ma cozza con la realtà dei fatti- continua l’associazione- il Museo di Grotta Paglicci da un anno non è gestito da nessuno ed è difficile capire a chi bisogna rivolgersi per portare visitatori, turisti e scolaresche; il Comune non risponde alle richieste avanzate durante tutto l’anno dal Circolo e da altre organizzazioni culturali locali.  La Grotta è in perenne abbandono ed è a rischio crollo; da decenni l’Università degli Studi di Siena ha abbandonato gli scavi anche per questo; al suo interno però sono ancora custoditi tesori archeologici di inestimabile valore, come sepolture paleolitiche, impronte di mano, pitture parietali, graffiti, utensili e resti di frequentazione umana ed animale che va dai 500.000 agli 11.000 anni fa”.

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