Un progetto che unisce tradizione, territorio e sviluppo, trasformando il pane in simbolo di identità, cultura e futuro.
Il pane come racconto di una terra, delle sue comunità e delle sue tradizioni. È questo il messaggio al centro dell’ottava edizione di “Grani Futuri”, l’evento internazionale dedicato al pane che il 20 e 21 giugno ha animato il Gargano coinvolgendo San Marco in Lamis, Mattinata e la Valle di Vignanotica.
Tema dell’edizione 2026 è stato “La Strada del Pane”, un progetto che guarda oltre il valore alimentare del pane per trasformarlo in strumento di sviluppo culturale, turistico ed economico. Per due giorni fornai, agricoltori, chef, studiosi, imprenditori e giornalisti si sono confrontati sul ruolo del pane come elemento capace di unire agricoltura, artigianato, paesaggio, cultura e comunità.
Ideatore dell’iniziativa, Antonio Cera ha definito la Strada del Pane una visione condivisa che nasce “dalla mente e dal cuore”, destinata a crescere nel tempo grazie al contributo di esperti e protagonisti della filiera. Un percorso che punta a valorizzare il patrimonio del Gargano e a creare nuove opportunità per i territori.
Tra i temi emersi durante incontri e tavole rotonde, il riconoscimento del pane come prodotto culturale e identitario, protagonista sempre più importante della gastronomia contemporanea. Un alimento che racconta la biodiversità pugliese, la storia delle comunità rurali e il legame profondo tra uomo e territorio.
Momento simbolico della manifestazione è stato il trasferimento nella Valle di Vignanotica, dove antiche case-grotta, forni rupestri e tradizioni legate al grano potrebbero diventare il cuore della futura Strada del Pane. Qui prende forma anche il progetto del Museo del Pane, destinato a diventare uno dei punti di riferimento dell’iniziativa.
Tra seminari, degustazioni, laboratori e percorsi gastronomici, “Grani Futuri” ha confermato il proprio ruolo di laboratorio nazionale dedicato al futuro del pane. Al termine dell’evento resta una prospettiva condivisa: fare del pane non solo memoria del passato, ma anche motore di innovazione, turismo e sviluppo sostenibile per il Gargano e per le nuove generazioni.

















