“La scelta di intervenire nelle faggete di Foresta Umbra, dichiarate Faggete Vetuste Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, appare insensata”, scrivono le associazioni ambientaliste.

 

Amara Terra Mia – Blog, Arci circolo Maria Schinaia di Foggia, Club Alpino Italiano Foggia, CO.NA.L.PA. Foggia, FAREAMBIENTE Laboratorio di San Severo, Vieste e Gargano, FAREAMBIENTE Puglia, FEDERAZIONE PRO NATURA Puglia, Italia Nostra Foggia, Italia Nostra Vieste, Konsumer Italia, LEGAMBIENTE Circolo GAIA Foggia, LEGAMBIENTE Circolo Iride Sannicandro Garganico, LEGAMBIENTE Circolo Lo Sperone San Giovanni R.,LEGAMBIENTE FestambienteSud e LIPU Capitanata, sono le associazioni che hanno sottoscritto un documento in merito a progetti presentati dall’ARIF (Agenzia Regionale Attività Irrigue e Forestali) relativi alla realizzazione di quattro interventi che prevedono la realizzazione di circa 50 km di piste tagliafuoco e di circa 200 ha di diradamenti nel comprensorio della Foresta Umbra, come attività di prevenzione degli incendi boschivi.

“Detti progetti sono stati presentati a Valutazione di Incidenza presso la Regione Puglia – di cui ARIF è ente controllato e al contempo beneficiario dei finanziamenti regionali a valere sul PSR Puglia misura 226 – unitamente ai vari pareri di competenza, compreso quello del Parco nazionale del Gargano- si legge nel documento. Tutte e quattro le istanze sono state assentite dalla Regione con il solo screening di Incidenza, nella cui procedura il Parco si è pronunciato con pareri favorevoli con prescrizioni. Lo stesso Parco poi, in merito al nulla osta di sua esclusiva competenza, con provvedimento del 21 settembre scorso ha posto il diniego sulle nuove piste taglia fuoco. Si è quindi in attesa del nulla osta sui 200 ha di diradamenti.

I Piani Antincendio Boschivo del Parco Nazionale del Gargano e della Regione Puglia classificano le aree oggetto di intervento come a basso e molto basso rischio per gli incendi, per cui la Foresta Umbra non è né fra le aree prioritarie d’intervento né si prevedono interventi nelle faggete. La scelta di intervenire nelle faggete di Foresta Umbra, dichiarate Faggete Vetuste Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, appare insensata. Infatti ARIF nella sua nota di replica nel citare l’intervento sulle piste tagliafuoco omette di ricordare che nella stessa area di Coppa d’Umbra ha in iter autorizzativo un intervento in tre lotti di diradamento delle faggete, sempre per attività antincendio, finanziato nella stessa Misura 226 del PSR Puglia su una superficie di 204 ha.

Tra l’altro, un dato non secondario che non risulta dai pareri favorevoli di Valutazione di Incidenza rilasciati dalla Regione Servizio VIA e dal Parco Nazionale del Gargano, è la quantità di legna che verrebbe estratta e quale finalità avrà. Sulla scorta di una stima prudenziale basata sulla percentuale di prelievo come riportato nei pareri e sulla densità stimabile di massa legnosa ad ettaro per quell’area, risulterebbero circa 200 mila quintali di massa legnosa. Insomma, un bel capitale che potrebbe valere più di 1 milione di euro.

Quello che appare ancora più incredibile di questi interventi è la superficialità con cui l’Autorità Ambientale regionale, competente per la valutazione di incidenza, e gli enti coinvolti nella valutazione si esprimono favorevolmente nonostante il grande valore ambientale, paesaggistico e naturale di queste faggete uniche in Italia e Europa, habitat prioritario “Faggete degli Appennini con Taxus e Ilex” per la conservazione ai sensi della Direttiva Habitat UE e sito di presenza della più importante comunità di fauna e flora forestale di Puglia e del centro sud d’Italia”.

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