Agenzia Valerio

Con l’ordinanza n. 98 del 29 ottobre 2021, il sindaco Michele Crisetti ha deciso la chiusura dei pubblici esercizi a partire dalle ore 1:00 del 1 novembre. Il presidente dell’associazione commercianti, Damiano Fiore, chiede di conoscere le ragioni di questa ordinanza.

Non è piaciuta l’ordinanza del sindaco di San Giovanni Rotondo, Michele Crisetti, che prevede la chiusura dei locali a partire dalle ore 1, all’associazione dei commercianti guidata da Damiano Fiore.

“l sindaco richiama lo stato di emergenza in vigore fino al 31 dicembre – scrive Fiore in una nota- valutando la situazione sanitaria non propriamente critica. Con lo stesso atto, egli menziona espressamente tutti i pubblici esercizi che, in occasione della festa di Halloween, hanno organizzato eventi di intrattenimento per invogliare gli avventori dei paesi limitrofi a partecipare. Tuttavia, il Governo, con decreto n. 241 dell’8 ottobre 2021, disponeva le aperture di attività culturali, sportive e di intrattenimento musicale e danzante dando disposizioni restrittive ben precise”.

Il presidente dell’associazione commercianti, Damiano Fiore, chiede di conoscere le ragioni di questa ordinanza che definisce “oltremodo restrittiva da parte del sindaco, nonostante egli stesso, in varie occasioni, abbia sempre ribadito di seguire pedissequamente le disposizioni nazionali-aggiunge Fiore. Come capita spesso, i commercianti si sentono abbandonati da questa amministrazione che, da quanto emerge sul piano politico dalle dichiarazioni di alcuni componenti della maggioranza, non tiene fede al suo stesso programma elettorale. In effetti, anche la tassazione nel comune di San Giovanni Rotondo ha raggiunto livelli record, portandoci tra i comuni più tassati d’Italia. Pure su questo, in vari incontri, sempre lo stesso sindaco aveva preso impegni per risolvere questa situazione.  I nostri microsistemi produttivi sono già stati colpiti da questa pandemia e, in molti casi, hanno dovuto chiudere i battenti.

Il sindaco, in modo autonomo e senza consultare le associazioni di categoria, ha emanato un’ordinanza che colpisce gravemente e inspiegabilmente una parte fondamentale del tessuto produttivo cittadino. La distanza di pensiero tra questa amministrazione e la forza imprenditoriale della città è divenuta ormai siderale”. Conclude Fiore.

 

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