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Il sindacato denuncia il blocco degli adeguamenti contrattuali e accusa la direzione della Fondazione di ambiguità sulla reale situazione economica dell’ospedale.

Il sindacato FIALS Foggia, attraverso il segretario provinciale Achille Capozzi e il segretario aziendale Maurizio Di Candia, esprime “profonda indignazione” per quella che definisce una gestione comunicativa “ambigua e contraddittoria” da parte del direttore generale Gino Gumirato. Al centro della contestazione vi sono le recenti dichiarazioni del management dell’ospedale, che avrebbe ribadito la solidità economica della struttura sanitaria e la capacità dell’ente di autosostenersi nel lungo periodo. Una narrazione che, secondo la FIALS, contrasterebbe apertamente con il mancato adeguamento dei Contratti Collettivi Nazionali e con il blocco degli aumenti retributivi spettanti ai dipendenti.

“Non si può sostenere pubblicamente che l’ospedale goda di ottima salute finanziaria e, nello stesso tempo, continuare a congelare diritti salariali già maturati”, dichiarano Capozzi e Di Candia. “Se davvero gli stipendi sono garantiti per anni, allora viene meno qualsiasi giustificazione economica al mancato pagamento degli aumenti contrattuali”.

Il sindacato parla apertamente di un “paradosso della solidità a metà”, accusando la governance della Fondazione di scaricare sui lavoratori il peso delle difficoltà economiche e dei rapporti finanziari con la Regione Puglia. “I diritti retributivi sono soggettivi e immediati–sottolineano i rappresentanti della FIALS– e non possono diventare strumenti di pressione politica o merce di scambio nei tavoli istituzionali”.

Secondo la sigla sindacale, subordinare l’applicazione dei contratti collettivi ai flussi di cassa rappresenterebbe “una forzatura gravissima”, lesiva della dignità professionale dei dipendenti dell’ospedale di San Giovanni Rotondo.

Nel mirino anche la comunicazione della direzione aziendale, accusata di utilizzare una presunta stabilità finanziaria come “facciata mediatica” per nascondere una reale crisi di liquidità. “Le rassicurazioni verbali non bastano–incalzano Capozzi e Di Candia – perché non pagano le bollette né la spesa quotidiana delle famiglie”.

La FIALS difende inoltre le iniziative legali già avviate nei confronti della Fondazione, precisando che decreti ingiuntivi e azioni giudiziarie rappresentano “l’unica risposta legittima davanti all’assenza di riscontri concreti sugli stipendi e sugli arretrati dovuti ai lavoratori”.

Infine, il sindacato lancia un ultimatum alla direzione generale: “Se la Fondazione è davvero solida, lo dimostri applicando integralmente i contratti e sbloccando immediatamente gli aumenti dovuti. In caso contrario, il D.G. Gumirato abbia il coraggio di dichiarare ufficialmente lo stato di crisi. I lavoratori meritano rispetto, coerenza e una giusta retribuzione – conclude la FIALS – e il sindacato non arretrerà fino a quando ogni centesimo dovuto non sarà corrisposto”.

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