<Agenzia Valerio - Adv

Il Direttore Generale interviene in un video: “Gli stipendi dei dipendenti sono adeguati e rimarranno adeguati. La Fondazione va avanti”.

La vertenza che coinvolge Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale di San Giovanni Rotondo, continua ad alimentare tensioni tra la direzione generale della Fondazione e le organizzazioni sindacali, in un clima sempre più acceso dopo le recenti notizie relative alla notifica dei decreti ingiuntivi per il recupero delle somme rivendicate da parte dei lavoratori.

A intervenire con un video (guarda a fine articolo) è stato il direttore generale Gino Gumirato, che ha respinto le ricostruzioni diffuse da fonti sindacali, parlando apertamente di “delusione” nei confronti della Regione Puglia e delle sigle sindacali coinvolte nella trattativa. “Gli stipendi dei dipendenti sono adeguati e rimarranno adeguati. La Fondazione va avanti”, ha ribadito Gumirato, sottolineando la volontà dell’ospedale di proseguire nel percorso di riorganizzazione senza arretramenti rispetto agli obiettivi economici e gestionali fissati negli ultimi mesi.

La contrapposizione tra le parti appare ormai ben oltre il piano tecnico o contrattuale. La questione Casa Sollievo della Sofferenza sembra assumere i contorni di uno scontro personale e politico tra il management guidato da Gumirato e le rappresentanze sindacali, che nelle ultime settimane hanno intensificato iniziative pubbliche e mobilitazioni. A San Giovanni Rotondo si sono svolte manifestazioni e presìdi davanti alla struttura sanitaria, con i sindacati che denunciano il mancato rispetto degli accordi economici e chiedono garanzie sul futuro occupazionale e salariale dei dipendenti. Le organizzazioni dei lavoratori parlano di “diritti negati” e accusano la direzione di voler scaricare sui dipendenti il peso della ristrutturazione economica dell’ente.

Sul piano istituzionale resta centrale il ruolo della Regione Puglia, soprattutto dopo il tentativo di mediazione promosso da Michele Emiliano nel dicembre 2025, che, però, non ha prodotto i risultati sperati dall’ex governatore. L’accordo proposto allora dalla Regione puntava a ricomporre il conflitto attraverso un equilibrio tra sostenibilità economica della Fondazione e tutela dei livelli retributivi del personale. Tuttavia, gli sviluppi successivi hanno mostrato come quell’intesa non sia riuscita a spegnere definitivamente il confronto.

Nel pieno della crisi, a fare da sfondo restano anche le parole pronunciate dal cardinale Pietro Parolin durante le celebrazioni dell’ospedale fondato da Padre Pio. Un richiamo spirituale che molti hanno letto come un invito alla responsabilità e alla ricomposizione del conflitto. “Rimettiamoci dunque in sintonia con le parole che Padre Pio pronunciò da questo sagrato esattamente settant’anni fa, nel giorno dell’inaugurazione- ha ricordato Parolin. Una nuova milizia fatta di rinunce e d’amore sta per sorgere a gloria di Dio e a conforto delle anime e dei corpi infermi”. Il cardinale ha poi aggiunto un ulteriore passaggio interpretato come un messaggio rivolto a tutte le componenti coinvolte nella vertenza: “Forse, dopo tutti questi anni, si può correre il rischio di provare qualche momento di stanchezza e di smarrimento rispetto allo slancio degli inizi”.

Parole che arrivano mentre il confronto resta aperto e il futuro della principale struttura sanitaria del Gargano continua a intrecciare questioni economiche, occupazionali, istituzionali e persino simboliche. Da una parte la direzione della Fondazione rivendica la necessità di garantire stabilità e continuità all’ospedale; dall’altra i sindacati insistono sulla tutela dei lavoratori e sul rispetto degli impegni assunti.

Sul piano interno, anche alla luce delle parole pronunciate nell’ultimo video, la direzione generale, guidata da Gino Gumirato, sembra intenzionata a proseguire sulla linea del rigore gestionale e della sostenibilità economica, mentre i sindacati chiedono garanzie concrete sul mantenimento dei diritti acquisiti e sul futuro dei lavoratori. Due posizioni che, almeno per ora, appaiono ancora distanti.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se prevarrà la strada del confronto istituzionale o quella dello scontro aperto.

Il Video diffuso da Casa Sollievo della Sofferenza

Bang!

Google search engine