Agenzia Valerio

Tantissime persone al confronto organizzato sulla riforma Calderoli, Cgil, Uil, Acli, Anpi e Arci insieme per contrastare il progetto di dividere l’Italia tra ricchi e poveri.

“Le regioni ricche avranno ancora più risorse, le regioni povere s’impoveriranno ulteriormente: con l’autonomia differenziata, il divario tra il Nord e il Sud dell’Italia è destinato ad aumentare. In termini concreti, su servizi e diritti fondamentali come Sanità, Istruzione, Lavoro, Trasporti pubblici, infrastrutture per la mobilità e molto altro ancora, con l’autonomia differenziata avremo non un’Italia, unita e indivisibile, ma tante ‘Italie’, ognuna con un sistema sanitario, educativo e occupazionale differente per livello ed efficienza. La situazione attuale, dunque, sarà ‘perpetuata’ e addirittura peggiorata “per legge”. Le regioni più ricche potranno scegliere per se stesse, più di quanto fanno già attualmente, i medici migliori, le docenti e i docenti più capaci, offrendo loro migliori condizioni, in virtù delle maggiori risorse economiche di cui dispongono. Le regioni più povere, di contro, in assenza di garanzie di perequazione concrete ed effettive che l’autonomia differenziata non stabilisce con precisione e con le coperture finanziarie necessarie, vedranno ulteriormente peggiorare le difficoltà dei propri sistemi sanitari, così come le proprie scuole. Cittadini di serie A da una parte, cittadini di serie B dall’altra”.

È questo il grido d’allarme lanciato, martedì 27 febbraio 2024, da Cgil Foggia, Uil Foggia, Acli, Arcidiocesi, ANPI Comitato provinciale di Foggia e Arci Foggia. In una sala gremita, all’interno della struttura delle Ex Fabbriche San Francesco a Manfredonia, sulla questione si sono confrontati Cecilia Simone, segretaria della sezione ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia; Gianni Palma, segretario generale CGIL Foggia; Domenico Rizzi, presidente provinciale ARCI Foggia; e Nicola Colaianni, magistrato e docente universitario.

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