Nel Parco del Papa la ASL Foggia e il Centro di Salute Mentale Antonio Raimondo Pettolino piantano un leccio insieme a studenti e utenti del centro diurno.
Un gesto semplice ha assunto il valore di un messaggio collettivo: piantare un albero per ricordare che la salute mentale è un bene da coltivare insieme.
Nella giornata di ieri, 11 marzo 2026, la ASL Foggia ha messo a dimora un leccio, albero simbolo di forza e resistenza, nell’ambito dell’iniziativa “L’Albero della Salute Mentale”, promossa dal Centro di Salute Mentale Antonio Raimondo Pettolino. Un gesto che vuole rappresentare il percorso di crescita, cura e resilienza che accompagna ogni cammino verso il benessere psicologico.
L’evento si è svolto nel Parco del Papa e ha visto la partecipazione attiva degli utenti del centro diurno psichiatrico insieme agli studenti di sette istituti scolastici del territorio, coinvolti in una mattinata di sensibilizzazione e condivisione. Hanno aderito all’iniziativa l’Istituto Comprensivo “Melchionda – De Bonis”, l’Istituto Comprensivo “Dante – Galiani”, l’Istituto Comprensivo “Pascoli – Forgione”, il Liceo “Maria Immacolata”, l’Istituto Tecnico Economico Tecnologico “Luigi Di Maggio”, l’Istituto Professionale Alberghiero “Michele Lecce” e il Centro di Formazione Professionale I.T.C.A.
Con disegni, cartelloni e slogan, i ragazzi e le ragazze hanno raccontato cosa significhi prendersi cura di sé stessi e degli altri, contribuendo a diffondere un messaggio chiaro: la salute mentale riguarda tutta la comunità e non deve essere circondata da stigma o silenzi. All’iniziativa hanno collaborato anche il Comune di San Giovanni Rotondo e l’ARIF – Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali della Puglia, che hanno sostenuto il progetto come segno di attenzione verso il benessere della comunità.
Il leccio piantato nel parco diventa così un simbolo destinato a crescere nel tempo, proprio come la consapevolezza sull’importanza della salute mentale. Un promemoria vivo che prendersi cura di sé e chiedere aiuto non è una debolezza, ma un atto di coraggio.
















