Indagine per concussione: tre iscritti nel registro degli indagati. Interviene l’ex assessore revocato da Nobiletti.
La Procura avrebbe iscritto nel registro degli indagati tre persone nell’ambito di un’inchiesta che ruota attorno a un provvedimento amministrativo riguardante una struttura turistica. Secondo quanto emerso, nel fascicolo figurerebbero il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, l’attuale assessore regionale Graziamaria Starace e il dirigente comunale Vincenzo Ragno. L’ipotesi di reato contestata sarebbe quella di concussione.
La vicenda è emersa pubblicamente nelle ultime ore dopo le dichiarazioni rese note dallo stesso primo cittadino attraverso un post sui social. Oggi, però, sulla questione è intervenuto anche l’ex assessore comunale Tano Paglialonga (in foto) revocato dall’incarico proprio dal sindaco Nobiletti, affidando ai social una lunga e articolata ricostruzione dei fatti.
Nel messaggio, dal titolo eloquente “Non mi sono voltato dall’altra parte”, l’ex componente della giunta respinge la versione fornita dal sindaco e sostiene che la revoca della delega non sarebbe stata determinata da divergenze politiche o da presunte irregolarità nel suo operato amministrativo. “L’ho svolto con passione, disponibilità e senso di responsabilità”, scrive l’ex assessore, rivendicando il lavoro svolto negli anni al servizio della comunità e sottolineando di aver sempre operato nel rispetto della legge e del mandato ricevuto.
Il passaggio più significativo del lungo intervento riguarda però il riferimento diretto all’inchiesta giudiziaria. Secondo l’ex assessore, la perdita di fiducia da parte del sindaco deriverebbe dal fatto di essere diventato “testimone di un procedimento penale per fatti molto gravi” che vedrebbero coinvolto il primo cittadino.
Nel post viene inoltre fatto riferimento a registrazioni effettuate e successivamente acquisite dagli organi competenti. L’ex assessore sostiene che tali elementi siano già all’attenzione degli investigatori e che proprio per questo siano in corso approfondimenti da parte dell’autorità giudiziaria. Pur senza entrare nel merito del contenuto delle indagini, l’ex amministratore afferma di non aver potuto “far finta di non vedere” e di non aver scelto il silenzio.
Da qui l’accusa politica nei confronti del sindaco, che, a suo dire, avrebbe concentrato l’attenzione sulle registrazioni e non sul loro contenuto. Nel messaggio viene inoltre evidenziato come il primo cittadino avrebbe avuto l’occasione di affrontare pubblicamente la vicenda durante il recente Consiglio comunale. L’ex assessore conclude annunciando la volontà di proseguire il proprio impegno istituzionale dai banchi del Consiglio comunale dall’opposizione.
















