Il sindacato propone un confronto permanente con la Regione e l’istituzione di un osservatorio sul lavoro nel comparto turistico.
La Cgil Puglia chiede alla Regione di nominare al più presto un assessore al Turismo dopo le dimissioni di Graziamaria Starace. Secondo il sindacato, il peso strategico del settore per l’economia regionale richiede una guida politica dedicata e una programmazione strutturata capace di affrontare le criticità che caratterizzano il mercato del lavoro turistico.
A lanciare l’appello è la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci (foto piccola), che sottolinea come il turismo rappresenti oltre il 13% del Pil regionale e necessiti di un tavolo permanente di confronto tra istituzioni, imprese e parti sociali. «I tempi della politica non possono coincidere con quelli della programmazione necessaria per il settore», afferma Bucci, evidenziando come il presidente della Regione sia già impegnato su numerosi fronti. Da qui la richiesta di individuare un assessore dedicato che possa seguire in maniera continuativa le politiche turistiche.
Per la Cgil, parlare di turismo significa affrontare questioni che vanno ben oltre l’accoglienza dei visitatori. Tra i temi prioritari figurano la vivibilità dei territori, il potenziamento delle infrastrutture, la sostenibilità ambientale, la valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico, la destagionalizzazione dei flussi e il rilancio delle aree interne. Sul tavolo anche le problematiche legate al sovraturismo e ai processi di gentrificazione che interessano alcune località pugliesi.
Al centro delle preoccupazioni del sindacato resta però la qualità dell’occupazione. Negli ultimi dieci anni la Puglia ha registrato una forte crescita delle presenze turistiche, passate da 13,5 milioni nel 2015 a 22,4 milioni. Un risultato significativo che, secondo la Cgil, deve essere accompagnato da una migliore gestione del settore e da maggiori tutele per i lavoratori.
«Dietro l’immagine positiva della Puglia turistica persistono fenomeni di lavoro nero e irregolare, contratti stagionali e precari e una limitata valorizzazione delle professionalità», osserva Bucci. Una situazione che, secondo il sindacato, contribuisce a comprimere salari e percorsi di carriera.
Tra le proposte avanzate dalla Cgil figura anche la creazione di un osservatorio regionale sul mercato del lavoro nel turismo, con l’obiettivo di monitorare l’andamento dell’occupazione, contrastare le forme di sfruttamento e favorire politiche orientate alla qualità del lavoro e allo sviluppo sostenibile del comparto.

















