Dopo il Consiglio comunale si accende il dibattito sulle nuove tariffe: l’amministrazione difende le scelte, il Campo Largo denuncia rincari fino al 14% per le utenze domestiche. Soddisfatti i commercianti.
Continua a far discutere l’approvazione delle nuove tariffe Tari a San Giovanni Rotondo. Dopo il Consiglio comunale di lunedì scorso, il sindaco ha affidato ai social un videomessaggio per spiegare le ragioni dell’aumento e respingere le accuse rivolte all’amministrazione.
«Gli aumenti della Tari non possono essere attribuiti all’amministrazione attuale», esordisce il primo cittadino. Il sindaco chiarisce che gli incrementi sono legati soprattutto all’aumento dei costi che il Comune deve sostenere per il ciclo dei rifiuti, in particolare per lo smaltimento dell’indifferenziato e per l’erogazione del servizio. «Su ciò che abbiamo potuto fare in quaranta giorni– precisa– abbiamo lavorato per distribuire i costi sull’intera collettività, cercando di limitare l’impatto economico sui cittadini».
Sulla stessa linea interviene il capogruppo di Fratelli d’Italia, Salvatore Palladino, che difende l’operato della maggioranza: «Amministrare significa affrontare i problemi con serietà, dire la verità ai cittadini e assumersi la responsabilità delle decisioni, anche quando sono difficili».
Di tutt’altro avviso l’opposizione. Dopo la seduta consiliare, il Campo Largo ha duramente contestato le scelte dell’amministrazione. La consigliera comunale Rossella Fini sostiene che la maggioranza abbia deciso di trasferire il peso degli aumenti solo sulle famiglie. «La maggioranza ha deciso di aumentare il peso della Tari sulle utenze domestiche, cioè sulle famiglie. In pratica, invece di trovare una soluzione che tutelasse tutti, si è deciso di alleggerire il carico per una categoria trasferendolo su un’altra. È una scelta politica precisa, della quale è giusto che i cittadini siano informati. Non è accettabile che solo in Consiglio comunale si propongano variazioni così importanti e tecniche, senza uno studio approfondito e cercando di far diventare tutto legittimo e dovuto», afferma Fini.
Anche il consigliere comunale Giuseppe Siena punta il dito contro il provvedimento, evidenziando gli effetti sulle utenze domestiche. «Le famiglie vedono aumenti che arrivano fino al 14%: 10% per i nuclei da un componente, 12,8% per quelli da due componenti, 14% per tre componenti e 13,5% per quattro componenti». Siena critica inoltre il metodo seguito dalla maggioranza: «All’insediamento della nuova amministrazione avevamo dato la nostra disponibilità a collaborare sui problemi di interesse generale della città. Dobbiamo però prendere atto che la maggioranza si considera autosufficiente e preferisce procedere senza un confronto reale con l’opposizione».
Diversa, invece, la posizione dell’Associazione Commercianti di San Giovanni Rotondo, che esprime soddisfazione per l’esito del Consiglio comunale. In una nota l’associazione sottolinea come «il Consiglio Comunale, avallato da una maggioranza di centro-destra compatta, abbia dimostrato concretamente la sua vicinanza alla nostra categoria scongiurando l’annunciato aumento del 10% paventato da diversi esponenti della minoranza». Secondo i commercianti, «le nostre rimostranze, in rappresentanza di 1.500 attività non domestiche rispetto alle 12.400 utenze domestiche, hanno matematicamente scongiurato tale situazione, ristabilendo equità e buon senso».
Il confronto politico resta quindi aperto. Da un lato l’amministrazione rivendica una scelta obbligata dall’aumento dei costi del servizio rifiuti e difende la redistribuzione delle tariffe; dall’altro l’opposizione denuncia una decisione che, a suo giudizio, penalizza le famiglie. Nel mezzo, le attività commerciali salutano con favore una rimodulazione che ha evitato ulteriori aggravi a loro carico.

















