Sacconi di rifiuti domestici, cassette, bottiglie e scarti di ogni genere abbandonati, le Guardie Ambientali Italiane chiedono interventi immediati e controlli più incisivi.
Ancora una volta il territorio di Manfredonia si trova a fare i conti con l’inciviltà e con l’abbandono indiscriminato di rifiuti. Un nuovo episodio è stato documentato durante il servizio di vigilanza ambientale in e-bike da Alessandro Manzella, responsabile delle Guardie Ambientali Italiane.
La segnalazione riguarda una vera e propria discarica a cielo aperto individuata sotto il ponte della S.S. 89 Garganica (in foto). Sul ciglio della strada sono stati abbandonati numerosi sacconi neri stracolmi di rifiuti domestici, cassette utilizzate per frutta e verdura, bottiglie, piatti e materiali di ogni genere.
Un accumulo di rifiuti lasciato in un’area di passaggio, come se quel tratto di strada fosse terra di nessuno. «Se questi problemi non vengono presi seriamente, saremo soffocati dai rifiuti. Non è più tollerabile», commenta Manzella, sottolineando come situazioni simili vengano riscontrate con preoccupante frequenza durante i servizi di controllo sul territorio.
Secondo il responsabile delle Guardie Ambientali Italiane, per contrastare il fenomeno non bastano interventi sporadici, ma è necessario rafforzare la prevenzione e l’attività di controllo. «È questo che troviamo ogni giorno. Bisogna intervenire con servizi di pattugliamento costanti e mirati, anche con mezzi in borghese, perché evidentemente solo la paura della sanzione può fermare certi incivili», aggiunge Manzella.
La situazione richiede, innanzitutto, un intervento immediato da parte degli Enti competenti per la rimozione dei rifiuti e la bonifica dell’area. Ogni giorno di ritardo, infatti, rischia di trasformarsi in un ulteriore incentivo all’abbandono indiscriminato. Ma la richiesta è anche quella di predisporre un piano di controllo più strutturato, con pattugliamenti anti-abbandono lungo i punti maggiormente esposti della S.S. 89 e delle strade provinciali. Tra le misure indicate figurano anche l’impiego di personale in borghese e l’installazione di fototrappole nei luoghi più sensibili, nel rispetto delle normative vigenti.
Il problema, infatti, non riguarda soltanto la presenza dei rifiuti, ma il rischio che il degrado diventi permanente e finisca per alimentare ulteriormente comportamenti incivili. «Il degrado chiama altro degrado», conclude Manzella. «Un luogo già sporco autorizza l’incivile a sporcare ancora».
Una spirale che rischia di compromettere il decoro delle strade e la qualità ambientale del territorio e che, secondo le Guardie Ambientali Italiane, può essere interrotta soltanto attraverso bonifiche tempestive, controlli continui e una maggiore responsabilizzazione di chi abbandona illegalmente i rifiuti.
















