Partecipazione sopra le previsioni rafforza il fronte contrario ai quesiti: netto il distacco nelle grandi città, mentre resta bassa l’affluenza nelle aree periferiche.
La Puglia si conferma terreno favorevole al fronte del “No” nel referendum sulla giustizia. Secondo i dati non ancora definitivi, il rifiuto delle proposte referendarie raggiungerebbe il 57,8%, segnando un margine netto rispetto al “Sì”, fermo poco sopra il 42%. Un risultato che supera le previsioni della vigilia e che si accompagna a un’affluenza più alta del previsto, segnale di una partecipazione civica significativa nonostante il clima di disillusione generale verso le urne.
Il dato regionale trova conferma anche nell’analisi territoriale, con differenze contenute ma comunque indicative. Spicca il risultato di Bari, dove il “No” raggiunge quota 60%, lasciando al “Sì” il restante 40%. Un divario netto che riflette una tendenza consolidata nel capoluogo, storicamente più incline a esprimere posizioni critiche su riforme percepite come divisive o poco incisive.
Diversa la situazione nelle aree periferiche, dove la forbice si restringe pur mantenendo il vantaggio del “No”. In provincia di Lecce e Brindisi, infatti, il consenso si distribuisce in modo più equilibrato, anche se sempre con prevalenza contraria ai quesiti referendari.
Sul fronte della partecipazione, la sorpresa più rilevante arriva dall’affluenza complessiva, che supera le aspettative attestandosi oltre la soglia del 50% in diverse aree urbane. Un dato che, pur non uniforme, segnala una mobilitazione significativa degli elettori.
Resta invece in coda Foggia, che registra il tasso di partecipazione più basso della regione. Qui l’affluenza si ferma ben al di sotto della media pugliese, confermando una tendenza già emersa in precedenti consultazioni elettorali.
















