In una lettera il docente racconta la disavventura: «Il pullman è arrivato 40 minuti dopo. Persa anche la soluzione alternativa, ho dovuto rinunciare al viaggio e tornare indietro».
Un viaggio che avrebbe dovuto riportarlo dalla Puglia in Veneto si è trasformato in una lunga sequenza di ritardi, coincidenze saltate e costi aggiuntivi. A raccontare la disavventura è un docente del Conservatorio di Musica di Rodi Garganico, che ha affidato a una lettera di reclamo indirizzata a Ferrovie del Gargano la ricostruzione di quanto accaduto.
Il docente, che da nove anni utilizza regolarmente i collegamenti ferroviari del Gargano per motivi di lavoro, era partito dalla stazione di Rodi Garganico a bordo del treno 92549. Il viaggio prevedeva il trasbordo a Cagnano Varano su un autobus sostitutivo, per poi proseguire verso la rete ferroviaria nazionale.
Già consapevole che i tempi non gli avrebbero consentito di arrivare a Foggia per la coincidenza inizialmente prevista, il docente aveva cercato di organizzarsi autonomamente, predisponendo una soluzione alternativa. Il suo “piano B” prevedeva di raggiungere San Severo, prendere un Intercity per Termoli e da lì proseguire verso il Veneto con un Frecciarossa. Ma anche questa soluzione è saltata. Nella lettera, il docente racconta infatti che, arrivato a Cagnano Varano, «il pullman sostitutivo non era presente». Il mezzo sarebbe arrivato circa 40 minuti più tardi, facendo accumulare ulteriore ritardo al viaggio.
Un ritardo rivelatosi decisivo. Una volta arrivato a San Severo, infatti, l’Intercity diretto a Termoli era già transitato. Saltata quella coincidenza, anche le successive possibilità di proseguire verso il Nord Italia sono venute meno. A quel punto, racconta il docente, non è rimasto altro da fare che interrompere il viaggio, tornare a Rodi Garganico e rimandare la partenza al giorno successivo.
Una giornata completamente persa e, soprattutto, un esborso economico che il passeggero quantifica in circa 150-200 euro. Una cifra legata alla necessità di acquistare nuovamente, all’ultimo momento, i biglietti dell’Alta Velocità per poter riprogrammare il viaggio. Nella sua lettera il docente sottolinea anche un elemento che, a suo avviso, rende ancora più significativo l’accaduto: sono ormai nove anni che percorre questa tratta per ragioni professionali e, fino a oggi, non si era mai trovato ad affrontare una situazione di tale disorganizzazione.
Il reclamo è stato formalmente inviato a Ferrovie del Gargano. Ma il docente ha scelto di rendere pubblico il contenuto della sua segnalazione anche per richiamare l’attenzione sulle difficoltà dei collegamenti da e per il Gargano.Una vicenda personale che, nelle intenzioni del docente, diventa così anche una denuncia di un problema più ampio: quello dei disagi che possono pesare ogni giorno su lavoratori, pendolari e cittadini costretti a fare affidamento su collegamenti ferroviari e servizi sostitutivi per raggiungere Foggia, il resto della Puglia e le regioni del Nord.
















