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“Ribadiamo il nostro impegno nella tutela dei diritti dei lavoratori e confermiamo la prosecuzione delle iniziative sindacali e legali ritenute necessari”.

Le organizzazioni sindacali non hanno gradito la nota della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, il passaggio sotto accusa è quello in cui si fa riferimento ai decreti ingiuntivi: “la notifica anche di un solo decreto ingiuntivo scardinerebbe l’accordo, determinando la decadenza dell’intesa del 27 dicembre”. I sindacati definiscono  la nota come una “ingerenza nel diritto d’azione garantito dall’articolo 24 della Costituzione”.

“Lo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali è conseguenza dei contestati inadempimenti contrattuali e retributivi e costituisce legittimo esercizio dell’azione sindacale. Nessun impegno è mai stato assunto dalle Ooss volto a limitare il diritto dei lavoratori ad agire in giudizio per il riconoscimento delle differenze retributive”, si legge in una nota congiunta Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Fials e Nursing Up.

L’unico impegno, formalizzato nell’accordo del 27 dicembre 2025, ha riguardato “la revoca dello sciopero e delle ulteriori iniziative di mobilitazione, obbligo che i sindacati ritengono di avere rispettato”- affermano.

A oggi risulta in corso l’azione giudiziaria promossa dai lavoratori, ma non sono stati emessi decreti ingiuntivi: “Qualora tali provvedimenti dovessero intervenire, le Organizzazioni Sindacali vigileranno affinché ne sia garantita la piena ed effettiva tutela, senza condizionamenti o ritorsioni”, aggiungono le sigle sindacali, le quali annunciano anche che sono in corso valutazioni con i propri legali, sulla proposizione di un ricorso “ai sensi dell’art. 28 della legge n. 300/1970 per la repressione della condotta antisindacale, al fine di ottenere la cessazione di ogni comportamento ritenuto lesivo dei diritti collettivi”.

Bang!

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