A San Giovanni Rotondo si riaccende il confronto tra la direzione della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza e le organizzazioni sindacali.
Con una nota firmata dal direttore generale Gino Gumirato, la Fondazione ha richiamato l’accordo sottoscritto il 27 dicembre 2025 presso la Regione Puglia, chiarendo le condizioni che ne regolano la validità. Secondo quanto ricordato dalla direzione, nell’accordo di fine anno la Fondazione si era impegnata a revocare la decisione di applicare, a partire dal 1° marzo 2026, i contratti collettivi ARIS-AIOP in sostituzione del contratto del comparto sanità. Parallelamente, le organizzazioni sindacali si erano impegnate a rinunciare o revocare ogni iniziativa giudiziaria nei confronti dell’ente.
Un’intesa, tuttavia, subordinata– si legge nella nota– “al raggiungimento di una soluzione complessiva sotto l’egida della Regione Puglia e della ASL Foggia, chiamate a saldare i crediti vantati dalla Fondazione”. La posizione della direzione è netta: la notifica anche di un solo decreto ingiuntivo “scardinerebbe l’accordo”, determinando la decadenza dell’intesa del 27 dicembre. In tal caso, la Fondazione si riterrebbe libera di applicare i contratti ARIS-AIOP con decorrenza dal 1° giugno 2026. Una presa di posizione che irrigidisce ulteriormente il clima e che pone un aut aut alle organizzazioni sindacali, chiamate a decidere se proseguire con le azioni legali o mantenere in piedi il percorso condiviso a fine 2025.
La situazione appare particolarmente delicata. Da un lato i lavoratori, che rivendicano somme ritenute legittimamente spettanti; dall’altro la direzione, che lega la tenuta dell’accordo alla sospensione delle iniziative giudiziarie e all’arrivo delle risorse attese da Regione e ASL. Il rischio concreto è che la vertenza, oltre ad approdare nelle aule del tribunale del lavoro di Foggia, possa incidere sugli equilibri contrattuali e organizzativi dell’ospedale, punto di riferimento sanitario per l’intera Capitanata.
La vertenza si inserisce ormai in un vero e proprio braccio di ferro che coinvolge sindacati, Fondazione e istituzioni regionali, con la Regione Puglia chiamata a un ruolo decisivo insieme alla ASL Foggia. Un confronto a più livelli che potrebbe ridefinire non solo gli equilibri contrattuali interni, ma anche i rapporti finanziari e istituzionali attorno a uno dei presìdi sanitari più importanti del sud Italia.
















