Dopo il rogo di domenica 26 luglio, sindaci e soccorritori fanno il punto: nessuna vittima né danni a strutture e abitazioni, ma il patrimonio boschivo paga un prezzo altissimo.
L’emergenza incendi che ieri, domenica 26 luglio, ha colpito per l’ennesima volta il Gargano è sotto controllo, ma lascia dietro di sé una ferita profonda al patrimonio naturalistico del promontorio. Le fiamme hanno interessato vaste aree boschive tra i territori di Peschici e Vieste.
Il bilancio, fortunatamente, non registra vittime né danni a persone, abitazioni o strutture ricettive. A subire le conseguenze più gravi è stato il patrimonio ambientale e paesaggistico, con ettari di bosco distrutti dalle fiamme. Un risultato che riporta al centro del dibattito il tema della prevenzione, considerata ormai indispensabile per affrontare un fenomeno che, ogni estate, mette a rischio uno dei territori più preziosi della Puglia.
Il sindaco di Peschici, Luigi D’Arenzio (in foto in basso), ha rassicurato cittadini e turisti sull’evoluzione della situazione. «La situazione è sotto controllo. Chiedo scusa se non vi ho aggiornato prima, ma ho partecipato direttamente alle operazioni di spegnimento e siamo ancora impegnati nei sopralluoghi con il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco», ha dichiarato.
Il primo cittadino ha evidenziato la rapidità dell’intervento dei soccorsi, reso possibile grazie all’impiego di due elicotteri, quattro Canadair, 46 vigili del fuoco, 25 operatori ARIF coordinati dalla dottoressa Mara Ciuffreda e numerose squadre di volontari.
«Tutte le strutture sono in sicurezza e gli ospiti che si erano allontanati sono rientrati nelle strutture, che non sono mai state evacuate. La viabilità e le aree interessate saranno presidiate per tutta la notte. Domattina alle 5 riprenderanno le operazioni di bonifica con aerei ed elicotteri (oggi per chi legge, Ndr). Fortunatamente non si sono registrati danni alle persone, alle abitazioni e alle strutture ricettive, se non all’inestimabile patrimonio naturalistico, paesaggistico e ambientale costituito dai nostri boschi», ha aggiunto D’Arenzio, spiegando che le operazioni di spegnimento sono proseguite anche lungo la zona di Calalunga e che i focolai che erano ancora visibili nella notte sono stati costantemente monitorati.
Anche il sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti (foto in alto), ha espresso il proprio rammarico per quanto accaduto, sottolineando però la straordinaria risposta del sistema di emergenza. «Quella di ieri è stata una giornata difficile da mandare giù. Vedere il nostro Gargano bruciare fa davvero male. Ma ho visto anche la parte migliore del nostro territorio: una catena umana di uomini e organizzazioni che si sono mossi insieme per mettere in sicurezza persone e luoghi».
Nobiletti ha rivolto un ringraziamento alla Capitaneria di Porto di Vieste, che ha tratto in salvo via mare le persone rimaste nelle strutture costiere isolate, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, alla Croce Rossa, ai Carabinieri, ai Carabinieri Forestali, alla Polizia Locale e a tutto il personale comunale impegnato nell’emergenza.
Il presidente della Provincia ha ricordato anche l’apertura del Centro Operativo Comunale di Vieste e l’accoglienza prestata agli sfollati presso la palestra “Delli Santi”, evidenziando come la vicinanza delle istituzioni abbia rappresentato un punto di riferimento nei momenti più difficili.
Se l’emergenza appare ormai contenuta e nelle prossime ore proseguiranno le operazioni di bonifica e monitoraggio, resta però una riflessione che va oltre il singolo episodio. Gli incendi che ogni estate colpiscono il Gargano impongono un rafforzamento delle politiche di prevenzione, dalla manutenzione del patrimonio boschivo al controllo del territorio, fino al contrasto degli eventuali roghi dolosi. Perché la tempestività dei soccorsi può limitare i danni, ma la tutela di un patrimonio naturale unico passa soprattutto dalla capacità di prevenire tragedie che continuano a ripetersi ogni estate.

















