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Oltre 8.370 ettari già distrutti in Puglia: servono pianificazione, vincoli di legge e tutela della fauna nelle aree percorse dal fuoco.

La Capitanata e l’intera Puglia continuano a fare i conti con una drammatica emergenza incendi. Dall’inizio dell’anno sono andati in fumo oltre 8.370 ettari tra boschi, macchia mediterranea e pascoli, lasciando dietro di sé danni ambientali, paesaggistici ed economici ingenti.

Di fronte a questa situazione, il WWF Foggia chiede di cambiare approccio: spegnere i roghi è indispensabile, ma la vera sfida è prevenirli. L’organizzazione ambientalista interviene anche sulle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha annunciato il potenziamento della risposta emergenziale con due aerei anfibi Fire Boss dislocati all’aeroporto Gino Lisa di Foggia e l’impiego di droni.

Per il WWF, si tratta di strumenti importanti per la lotta attiva agli incendi, ma non possono sostituire una programmazione preventiva. «Oggi siamo diventati bravissimi a spegnere gli incendi e a contare i danni a fine estate– sostiene il WWF– ma la prevenzione agli incendi boschivi si fa in inverno».

Secondo il WWF, la prevalente origine antropica degli incendi impone di andare oltre la figura del singolo piromane e di indagare le possibili cause economiche e territoriali. Tra queste vengono indicate le pratiche agro-pastorali illegali, l’uso del fuoco per la pulizia delle stoppie e il rinnovamento dei pascoli, le possibili speculazioni legate ai cambi d’uso del suolo e il cosiddetto “business del fuoco”, oltre all’abbandono del territorio.

Il WWF richiama quindi le istituzioni all’effettiva applicazione dei Piani Antincendio Boschivo (AIB), chiedendo interventi già durante la stagione invernale: manutenzione delle fasce tagliafuoco e della viabilità forestale, pulizia selettiva e diradamenti nelle aree più esposte, controllo degli invasi e dei punti d’acqua e pattugliamenti preventivi già dalla primavera.

Una prevenzione efficace, sottolinea l’associazione, dovrebbe inoltre coinvolgere gli enti pubblici e i loro dipendenti che quotidianamente attraversano il territorio, trasformandoli, attraverso formazione e coordinamento, in una vera rete di osservazione della Capitanata. Tra le richieste più immediate c’è la sospensione dell’attività venatoria nelle aree percorse dal fuoco, nei siti Natura 2000 e nelle zone limitrofe, così da consentire alla fauna selvatica sopravvissuta di recuperare dopo la perdita di habitat, acqua e rifugi.

Il WWF chiede inoltre ai Comuni di applicare rigorosamente il Catasto Incendi, rendendo immediatamente operative le restrizioni previste dalla legge sulle superfici bruciate, comprese quelle relative a caccia, pascolo, edificazione e cambio di destinazione d’uso. L’associazione propone anche di evitare tagli indiscriminati del legname bruciato e interventi di rimboschimento improvvisati.

Infine, il WWF sollecita indagini più incisive sulle cause degli incendi, attraverso il supporto ai Carabinieri Forestali, il telerilevamento satellitare e il Metodo delle Evidenze Fisiche (MEF), per individuare con maggiore precisione i punti di innesco e risalire ai responsabili.

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