Martedì 13 ottobre la mobilitazione per difendere il lavoro, la dignità degli agricoltori e il futuro delle aziende agricole. «Difendiamo il nostro lavoro e le nostre famiglie».
Anche il Gargano si mobilita per difendere il mondo agricolo e denunciare le difficoltà che stanno mettendo a dura prova il settore. Nella giornata di ieri, martedì 13 ottobre, gli agricoltori sono scesi in protesta con uno slogan che racchiude il senso della manifestazione: «Tutto il Gargano unito e compatto».
Al centro della mobilitazione, anche la crisi del comparto olivicolo e le crescenti difficoltà economiche che gravano sulle aziende agricole, a partire dall’impennata dei costi del carburante. Una situazione che, secondo i manifestanti, rischia di compromettere la sostenibilità delle attività e di mettere in discussione il futuro di tante famiglie che vivono del proprio lavoro nei campi.A dare voce alla protesta è Guido Cusmai, olivicoltore di Vico del Gargano, che sottolinea la necessità di difendere un settore fondamentale per l’economia e l’identità del territorio.
«Lottiamo per un diritto sacrosanto, difendiamo la nostra dignità, il nostro lavoro, per il futuro delle nostre aziende e delle nostre famiglie», dichiara, ribadendo la volontà degli agricoltori di far sentire la propria voce e di chiedere risposte concrete alle difficoltà che attraversano il comparto.
La protesta si inserisce in un contesto più ampio di malcontento legato all’aumento dei costi di gestione delle attività produttive. Il prezzo del gasolio rappresenta una delle principali preoccupazioni: dai lavori nei campi al trasporto delle merci, il rincaro del carburante incide pesantemente sui bilanci delle imprese, riducendo i margini e rendendo sempre più difficile sostenere le spese quotidiane.
Una criticità che coinvolge non soltanto gli agricoltori, ma anche gli autotrasportatori, alle prese con costi che, denunciano gli operatori, rischiano di rendere antieconomico ogni viaggio. La mobilitazione contro il caro carburante si ripercuote anche sulla circolazione, mentre cresce la richiesta di interventi urgenti a sostegno delle categorie produttive.
«Così non possiamo più andare avanti. Con il costo del gasolio a questi livelli, ogni viaggio che facciamo è in perdita. Lavoriamo solo per pagare il carburante e le tasse. O ci danno aiuti subito o i camion restano fermi qui», denuncia uno degli autotrasportatori impegnati nella protesta. Parole che restituiscono il clima di esasperazione di una categoria che chiede misure concrete per poter continuare a lavorare senza essere schiacciata dall’aumento delle spese.
Dall’agricoltura al trasporto merci, il messaggio che arriva dalla mobilitazione è chiaro: senza interventi capaci di contenere i costi e sostenere le imprese, il rischio è quello di aggravare ulteriormente una crisi che coinvolge l’intera filiera produttiva.
















