Agenzia Valerio

“Decine di cittadini viestani e lucerini ci stanno scrivendo per cercare fermare l’abbattimento di numerosi esemplari”, afferma l’associazione ambientalista.

“Come un orologio svizzero sempre all’inizio della stagione primaverile, ovvero il periodo di ripresa vegetativa delle piante e della riproduzione degli uccelli, alcuni Comuni della Capitanata iniziano a operare sul verde pubblico. Purtroppo è questo il periodo più sbagliato, come tutti sanno infatti da marzo a settembre è vietato potare e abbattere le specie vegetali. Moltissimi cittadini di Vieste e Lucera in questi giorni hanno iniziato a scriverci ed ad inviarci fotografie di questi abbattimenti di alberi apparentemente immotivati; in questi casi – spiega il Presidente del WWF Foggia dott. Maurizio Marrese – la nostra associazione scrive subito ai sindaci per chiedere le motivazioni ma raramente otteniamo risposte (neanche dopo la richiesta di accesso agli atti). Solo il sindaco di Lucera ci ha risposto rapidamente motivando gli abbattimenti per ragioni di incolumità pubblica, mentre il Sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, con cui abbiamo da più di un anno una corrispondenza a senso unico, non ha mai risposto a nessuna nostra richiesta di chiarimento e confronto nonostante il suo autoproclamarsi “ambientalista” (ricordiamo a titolo esemplificativo la “mattanza” dei 53 esemplari di pino domestico di Piazza Paolo IV diventato addirittura un caso nazionale).

Rammentiamo che potare gli alberi oggi, nel pieno della ripresa vegetativa vuol dire mettere gli alberi a rischio di malattie e a renderli potenzialmente fragili e quindi a rischio per l’incolumità pubblica. L’abbattimento e la potatura inoltre sono vietati dalla direttiva europea 2009/147/CE che “vieta assolutamente i tagli di rami e alberi nel periodo di nidificazione degli uccelli, e cioè da marzo fino a tutto settembre, e che la Legge 157/1992, art.21 comma 1, legifera il divieto di distruzione di uova e nidi di uccelli in periodo riproduttivo e che in caso di uccisione di pulli si configura la fattispecie dell’art. 544 bis del codice penale (uccisione di animali).

Si tratta quindi dell’ennesimo episodio che manifesta la scarsa sensibilità ambientale del Comune di Vieste, con evidente incapacità di trovare semplici soluzioni tecniche alternative a problematiche relative al verde pubblico attuando azioni sbrigative (l’abbattimento) a nome di una riqualificazione urbanistica che di fatto, vedasi piazza Paolo IV, risulta decisamente discutibile.

Nel 2022 l’abbattimento di grandi esemplari di alberi non può essere accettato, se non per motivi legati alla sicurezza pubblica, soprattutto in un comune del Parco Nazionale del Gargano e dal momento in cui esiste il Decreto Ministeriale del 10 marzo 2020 Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde.

Ancora una volta ci appelliamo al Presidente della Provincia di Foggia Nicola Gatta e ai neo-consiglieri provinciali per una netta presa di posizione e per la creazione della “Consulta del Verde Pubblico e Privato” un utile strumento consultivo di confronto che si interfaccerà con le decisioni delle amministrazioni pubbliche avvalendosi delle associazioni e di professionisti con competenze tecniche e specialistiche comprovate”. Conclude Marrese.

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