Arrivi e presenze in calo dell’8% rispetto al 2025. Soffrono soprattutto turismo balneare e religioso, mentre il Gargano dei laghi registra segnali positivi.
Il turismo sul Gargano rallenta nei primi sette mesi del 2026. Secondo l’elaborazione di Assoturismo Capitanata sui dati del Dms della Regione Puglia, tra gennaio e luglio gli arrivi sono stati 474.577, in calo dell’8,34% rispetto ai 517.746 dello stesso periodo del 2025, mentre le presenze si sono fermate a 2.082.014, con una flessione dell’8,21%.
Il dato interrompe la crescita registrata nel 2025 e riporta i volumi su livelli vicini a quelli del 2024. A pagare il prezzo maggiore è il turismo balneare: gli otto comuni dell’area registrano 343.048 arrivi (-4,13%) e 1.777.093 presenze (-7,89%), con una permanenza media scesa da 5,39 a 5,18 notti.
Vieste, principale polo turistico del Gargano, perde il 3,95% degli arrivi e il 5,30% delle presenze; in calo anche Peschici e Manfredonia. Particolarmente pesante la contrazione delle presenze a Mattinata, diminuite del 36,38%. In controtendenza Vico del Gargano, che cresce negli arrivi del 4,40%, e Rodi Garganico, sostanzialmente stabile nelle presenze.
Ancora più marcata la flessione del turismo religioso: Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo insieme perdono il 19,73% degli arrivi e il 12,74% delle presenze. A determinare soprattutto il risultato è San Giovanni Rotondo, con arrivi in calo del 21,72% e presenze del 15,43%. Monte Sant’Angelo mostra invece una maggiore tenuta, con arrivi quasi stabili (-1,06%) e presenze in crescita del 4,72%.
Segnali incoraggianti arrivano dal Gargano dei laghi, che, pur partendo da numeri più contenuti, registra un aumento del 2% degli arrivi e una sostanziale stabilità delle presenze. Positivi in particolare i risultati di Ischitella e San Nicandro Garganico.
La permanenza media complessiva sul Gargano resta pressoché invariata, passando da 4,38 a 4,39 notti, ma con dinamiche differenti tra i comparti: diminuisce nel balneare e cresce nel turismo religioso.
Per Nicola Ragno, coordinatore provinciale di Assoturismo Capitanata, i numeri dei primi sette mesi rappresentano un campanello d’allarme, ma non consentono ancora di tracciare il bilancio definitivo della stagione. Agosto e settembre, infatti, possono ancora modificare il quadro complessivo. Il dato restituisce comunque un Gargano a velocità diverse, dove accanto alle difficoltà dei principali poli turistici emergono realtà capaci di crescere e intercettare nuovi flussi. È da queste differenze che potrebbe partire una riflessione più ampia sul futuro dell’offerta turistica garganica.
















