Agenzia Valerio

Al porto di Manfredonia giornata movimentata per l’arrivo di tir carichi di grano proveniente dall’estero, sit-in degli agricoltori. La Cia Puglia invia una nota di solidarietà agli agricoltori. 

Una delegazione di agricoltori provenienti dai presidi di Lucera e Monti dauni e da altre zone della provincia di Foggia si è recata nella giornata di ieri al porto di Manfredonia nell’ambito delle proteste dei trattori (ina foto ANSA). “Abbiamo avuto notizia non ufficiale dell’arrivo di navi, probabilmente dalla Turchia, piene di grano. Ragion per cui ci siamo recati al porto per avere notizie”, ha spiegato Francesco Di Battista ai giornalisti, rappresentante degli agricoltori della provincia di Foggia”.

“Quello che abbiamo visto ieri (lunedì 5 febbraio, ndr), con gli agricoltori, giustamente arrabbiati, che al porto di Manfredonia prelevavano campioni di grano estero da analizzare, è l’emblema della battaglia che CIA Agricoltori Italiani di Puglia sta conducendo senza sosta da oltre un anno con manifestazioni a Foggia, a Bari e a Roma, e poi con la petizione in difesa dei cerealicoltori e a tutela dei consumatori della filiera grano pasta, che ha raccolto l’adesione di 45 comuni pugliesi, dell’ANCI Puglia e di diverse associazioni di consumatori, coinvolgendo complessivamente oltre 1 milione e 200mila cittadini”, dichiara Gennaro Sicolo, presidente regionale di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani.

“Le nostre rivendicazioni e le nostre proposte sono chiare e ragionevoli”, aggiunge Sicolo, “Il Governo deve attivare subito Granaio Italia e, con esso, tutte le misure per la tracciabilità del grano importato, a cominciare dal Registro Telematico, intensificando i controlli che accertino provenienza, qualità e salubrità di ciò che arriva in Italia. Le importazioni senza controllo deprezzano il nostro grano, sono un rischio potenziale per la salute dei consumatori della filiera grano-pasta, confondono i cittadini che, pensando di acquistare pasta italiana, si ritrovano nel piatto un prodotto che spesso di ‘made in Italy’ ha poco o niente”.

Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni di Angelo Miano, presidente provinciale di CIA Capitanata: “Sul grano italiano, così come su tutti gli altri prodotti coltivati dai nostri agricoltori con standard elevatissimi di controlli e di qualità, non stiamo facendo altro che continuare una battaglia che ci ha visti sempre in prima fila. Noi vogliamo l’attivazione di Granaio Italia, lo diciamo chiaramente a differenza di altre associazioni”.

Negli ultimi due anni, complici i tragici scenari di guerra che si sono aperti prima in Ucraina poi in Medio Oriente, i cerealicoltori pugliesi, fulcro della produzione italiana di frumento, si sono ritrovati a produrre con costi crescenti e quotazioni scese in pochi mesi di quasi il 40%. Una situazione evidentemente insostenibile che ha delle conseguenze: molti agricoltori hanno rinunciato a seminare grano e, se non si correrà ai ripari, tanti altri produttori faranno la stessa scelta. Questo porterebbe inevitabilmente a un ulteriore impoverimento della nostra cerealicoltura e a una crescente dipendenza dall’estero per ciò che riguarda il grano duro necessario alla produzione del prodotto numero 1 del made in Italy: la pasta. Per questo motivo CIA Agricoltori Italiani di Puglia sta chiedendo con forza al Governo di attivare tutte le azioni di tracciabilità, trasparenza, controllo e garanzia che il pacchetto di misure contenuto in Granaio Italia può mettere in campo.

“Lo ribadiamo”, conclude Sicolo, “prima il Governo prende compiutamente coscienza della necessità di attivare Granaio Italia e prima avremo gli strumenti per cominciare a fermare questa emorragia che sta dissanguando la cerealicoltura pugliese, la colonna più importante dell’intera cerealicoltura italiana per numeri e per qualità prodotta”.

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