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Si è diffusa la notizia della sospensione della partita di calcio di terza categoria tra la squadra di San Giovanni Rotondo e il Carpino, “Non abbiamo aggredito nessuno”, la replica dei dirigenti della Asd Biancofiore.

La ricostruzione del finale della partita di ieri nel campo di terza categoria, a Carpino, non convince i calciatori e i dirigenti della Asd Michele Biancofiore di San Giovanni Rotondo che respingono le accuse di violenza. «La realtà è diversa da quello che è stato raccontato e purtroppo il rischio è che passa il concetto che i ragazzi abbiano usato violenza nei confronti dell’arbitro- spiega al Fatto del Gargano il dirigente sportivo Benito Ripoli (in foto). In realtà è accaduto, come spesso accade sui campi di calcio, che abbiamo protestato per un calcio di rigore che ci è sembrato un errore dell’arbitro. Proteste sicuramente “energiche” ma assolutamente non violente.  Dunque, non abbiamo aggredito nessuno, fisicamente, e non abbiamo rincorso l’arbitro, che ha lasciato il campo, accompagnato dalle nostre proteste, questo certamente, ma senza nessuna corsa o rincorsa, che dir si voglia. L’unica aggressione fisica è stata quella di un giocatore del Carpino, che, due minuti prima della sospensione ha tirato una pallonata all’arbitro, colpendolo, è stato espulso ed ha tentato ripetutamente l’aggressione. Qualcuno dice che gli ha messo le mani addosso, io non l’ho visto. Dopo la sospensione della partita, con le forze dell’ordine presenti, è stato proprio il direttore di gara, Emanuele Manta, ad ammettere che non ci sono state aggressioni fisiche da parte dei ragazzi del San Giovanni».

Dunque non si tratterebbe di una reazione violenta, “fisica”, all’arbitro ma di una protesta che è finita con la sospensione della partita, questa la ricostruzione del dirigente della Biancofiore. «Sarebbe un brutto segnale, ingiusto per la nostra società, se passasse una ricostruzione in cui i ragazzi e i dirigenti vengono descritti come violenti- aggiunge. Ogni domenica, e anche durante tutti i giorni della settimana, il nostro impegno è quello di insegnare ai nostri ragazzi il rispetto delle regole e l’educazione in campo e fuori. Se le proteste non violente, sono risultate eccessive per il direttore di gara, ha fatto bene a sospendere la gara, ma non mi pare giusto che si ecceda nelle accuse nei nostri confronti. Siamo pronti a chiedere scusa per quello che realmente abbiamo fatto e non per quello che qualcuno vorrebbe far passare, aggiungo che rispettiamo anche i giornalisti che da anni seguono il calcio minore a cui siamo anche umanamente affezionati. Ultima considerazione-aggiunge Ripoli– che interesse avevamo ad inasprire la partita se abbiamo dominato per tutta la gara e siamo stati sempre in vantaggio, sino al 96° minuto, quando è stato fischiato il rigore?». Conclude.

Bang!

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