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Si apre la discussione sul rinnovamento dell’infrastrutturazione e della viabilità del territorio garganico, Legambiente: “Intervento fondamentale ma che deve essere svolto con il minore impatto possibile sull’ambiente e con un’attenzione particolare alla mobilità lenta”.

“La  Puglia, e in particolare il Gargano, ha tra le sue priorità quella di rinnovare in maniera strutturale la rete stradale. E Legambiente Puglia, con le sue articolazioni territoriali, è ben consapevole dell’importanza di interventi necessari alla viabilità per il territorio ma ogni opera prevista per il miglioramento della qualità del territorio deve essere altrettanto sostenibile e il meno impattante possibile dal punto di vista ambientale, per scongiurare pesanti danni al paesaggio e all’ambiente del territorio, al suo equilibrio naturale, caratteristica fondante del turismo e del riconoscimento stesso di questo diamante regionale”.

Inizia così il ragionamento dell’associazione ambientalista in merito al completamento della strada a scorrimento del Gargano, progetto illustrato nei giorni scorsi a Palazzo Dogana.

All’inizio del dibattito pubblico sulla questione in merito alla “superstrada Garganica” Legambiente Puglia vuole essere presente, dunque, per rilanciare l’attenzione sul tema per richiamare alla tutela completa del territorio. Il progetto dell’infrastruttura che dovrebbe collegare meglio il territorio prevede un costo complessivo, stimato da Anas, di 850 milioni di euro. Ma l’attenzione deve rimanere alta per scongiurare che si crei un Gargano a due velocità, in cui le strade periferiche e panoramiche, di collegamento alla superstrada, soprattutto con le aree interne del Gargano, siano lasciate nel dimenticatoio e al degrado.

È fondamentale e necessario valutare nel dettaglio l’opera per scegliere gli interventi di minore impatto ambientale e di tutela della fauna che ha fatto di questa zona la sua casa. – dichiara Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia – Riteniamo fondamentale che la proposta di Anas metta a disposizione risorse per la compensazione ambientale, cosa che al momento non vediamo presente nel progetto complessivo. Non si tratta solo di quelle risorse necessarie alla mitigazione degli impatti e alla particolare cura dei corridoi ecologici per ridurre al minimo i danni sulla fauna selvatica ma di fondi atti a creare un innesto di mobilità lenta e sostenibile per i collegamenti tra i Comuni, per favorire il viaggio sicuro per cicloviaggiatori e camminatori verso i luoghi e gli itinerari dell’escursionismo e per favorire le forme crescenti di mobilità dei nuovi viaggiatori nel Parco Nazionale del Gargano. Da quest’ultimo, infine, ci aspettiamo la massima attenzione affinché il territorio del Parco, toccato dall’opera, sia tutelato nel migliore dei modi. È importante che il Parco svolga la sua azione con la massima trasparenza, dovendo rilasciare autorizzazioni e pareri sul caso specifico in ZONA 1”.

Sarà altrettanto fondamentale per Legambiente capire qual è la strategia di Anas, insieme a Ferrovie dello Stato, sull’intermodalità sul Gargano, in quale modo si intende correlare le azioni per lo sviluppo dei trasporti, anche del traffico pesante, nel territorio garganico e soprattutto i collegamenti in un’ottica complessiva. Non basta, infatti, creare superstrade se poi queste non sono debitamente collegate, in più modalità, a tutte le località del territorio. Una infrastrutturazione viaria così importante per il territorio, infatti, deve sapere guardare al futuro della mobilità, soprattutto in un momento storico che punta fortemente sulla transizione energetica e la mobilità sostenibile grazie ai fondi del PNRR.

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