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Il Comitato invita a firmare per sostenere il referendum contro l’invio di armi in Ucraina, per dare voce alla maggioranza degli Italiani che ritiene che la guerra in Ucraina rappresenti un pericolo per l’Italia.

“L’art. 11 della Costituzione italiana recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni…”. Nonostante le previsioni costituzionali, da 16 mesi il nostro Paese si trova coinvolto in una posizione di cobelligerante in prima linea nella guerra in Ucraina”. Scrivono i rappresentanti del Comitato Fermare la Guerra.  

“Il Comitato cerca ogni alleanza possibile sul tema, superando ideologie, religioni e diverse appartenenze, con l’obiettivo di incidere sul nostro governo, affinché si faccia promotore in Europa di una forte iniziativa per la ricerca di una via negoziale alla soluzione del conflitto.

Il Comitato invita a firmare per sostenere il referendum contro l’invio di armi in Ucraina, per dare voce alla maggioranza degli Italiani che ritiene che la guerra in Ucraina rappresenti un pericolo per l’Italia ed un impatto negativo per l’economia del paese.

Noi vogliamo aiutare il Popolo ucraino facendo assumere all’Italia una posizione di neutralità attiva che permetta alla nostra Nazione di promuovere un cessate il fuoco e una trattativa realistica per far terminare al più presto possibile questa guerra nel cuore dell’Europa”.

I promotori del Comitato di Capitanata sono:  dott. Casimiro delli Falconi (presidente), sig.ra Soccorsa Chiarappa, avv. Giorgio Basso, sig. Vincenzo Fortarezza, ing. Emilio Sacco, sig. Riccardo Bianco, dott. Paolo Calvo, sig. Nicola Tartaglione, prof. Giacomo Pellino, sig. Franco Celozzi.

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