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Un luogo buio, la voglia di rischiare e la paura di attraversare l’incognito, «La trappa è quel passaggio che nasconde delle insidie, che a volte possono essere molto pericolose se non si presta attenzione», ci racconta l’autore.

Biglietti esauriti da qualche settimana, Salvatore Sassano (foto), dopo quattro anni, rinnova l’appuntamento con il teatro nella città di San Giovanni Rotondo, venerdì 2 febbraio e sabato 3. Inoltre “La Trappa”, del laboratorio teatrale libera…menti tre atti scritti da Sassano con la regia di Gabriella Campanile, sarà la prima commedia ad andare in scena dopo la lunga chiusura del Teatro Palladino, prima per la pandemia e poi per ristrutturazione. Negli anni la scrittura di Sassano ha allontanato il teatro in vernacolo da alcuni cliché e ci ha abituato al teatro come riflessione su temi sociali e contemporanei. Chiedere anticipazioni sulla commedia all’autore non è cosa facile.
«”La Trappa” è spesso l’unico obiettivo di alcune persone- racconta-, uomini che si trasformano in giovanotti, che perdono il senso del pudore, che sono disposti a tutto. Dall’abbigliamento alla tinta per i capelli. Cioè uno dei tormenti più frequenti dell’animo umano. “La Trappa” è una botola, un passaggio, che ti portava, in realtà che porta ancora perché ci sono, nei locali sotterranei delle abitazioni. Quelli che in dialetto si chiamano “juse”, sotterranei che di solito sono bui che non hanno nessuna luce o se presente bisogna cercarla, l’interruttore è sempre un po’ nascosto. Quindi questo passaggio tra queste pareti scure, dove regna l’ignoto, dove non si sa cosa possa accadere ha anche un suo fascino. Mi ricordo che io da bambino quando ci andavo mi calavo dentro e il primo senso era quello di smarrimento. E mi chiedevo dove sto andando?».
Dunque un passaggio nell’ignoto, è questa la metafora nella trasposizione scenica?
«È quel passaggio che nasconde delle insidie, che a volte possono essere molto pericolose se non si sta attenti, se non ci si guarda attentamente attorno, se non si fa un esame di coscienza e non ci si guarda allo specchio. Ecco direi che spesso la coscienza manca, forse perché sei in quel punto, (sorride, ndr)… non senti più il bisogno. Forse, appunto, senti il bisogno di oltrepassare l’ignoto e a volte puoi rimane intrappolato perché c’è un lato piacevole, quello del rischio, piacere che nasconde delle insidie non facilmente preventivabili come succede, nella commedia, al nostro dirigente scolastico che si trova intrappolato. Vittima di un tranello finisce nella trappola e deve trovare il modo per uscirne e ritornare ad una vita normale, perché, poi, alla fine c’è sempre una possibilità per tornare a vivere in modo retto, c’è sempre tempo. Poi vedremo se la lezione al nostro protagonista è bastata…».

Con Salvatore Sassano sul palco ci saranno Nicola Vergura, Francesco Cusenza, Cristina Mugnano, Stella Fini, Carmela Carriera, Grazianna Martino e Antonio Tortorelli. Le musiche originali sono firmate da Luigi Pagliara, la scenografia è di Filippo Gorgoglione.

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