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Benedizione dell’opera d’arte realizzata e donata dall’artista bucchianichese Piergianni Urbanucci Il sindaco Michele Crisetti: «In un tempo storico fatto di divisioni, significativo rinnovarel ’antico sodalizio».

San Giovanni Rotondo e Bucchianico di nuovo insieme per un’occasione davvero importante: il 447° anniversario della conversione di San Camillo De Lellis. Le due città sono legate da un sodalizio storico, siglato quasi mezzo secolo fa con il patto di gemellaggio del 2 febbraio 1975, giorno in cui si celebrò il 400°anniversario della conversione del santo. Da una parte Bucchianico, città che diede i natali a San Camillo e dove riposano le sue spoglie e dall’altra San Giovanni Rotondo, che lo ha visto rinascere nella fede come Santo.

Ieri, per l’occasione, si è svolto un grande evento: la celebrazione eucaristica al santuario di Santa Maria delle Grazie presieduta da Mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, e a seguito, presso la Valle dell’Inferno, la benedizione di un’opera d’arte realizzata e donata dall’artista bucchianichese Piergianni Urbanucci e rappresentante la conversione di San Camillo De Lellis il 2 febbraio 1575.

Presentii sindaci di San Giovanni Rotondo e Bicchianico, Michele Crisetti e Carlo Tracanna (in foto piccola), l’associazione San Camillo De Lellis, la comunità camilliana del Gargano, le associazioni di volontariato del territorio, le autorità civili e militari e i tanti fedeli e religiosi accorsi sul posto.

«In un tempo fatto di divisioni, credo che sia davvero significativo rinnovare ancora una volta un antico e importante sodalizio con Bucchianico. Non potremmo esserne più felici» ha spiegato il sindaco Crisetti. «Essere qui per tutti noi è motivo di gioia e di orgoglio. Ogni anno, in questo giorno,non solo si rinnova una grande emozione ma anche il forte sentimento di fede che ci lega a San Camillo» le parole del sindaco Tracanna. «Su queste montagne da secoli il Signore fa grandi cose. Auguro a tutti quelli che passano da qui di poter fare esperienza della bellezza e di Dio» ha concluso Padre Franco Moscone.

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