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Un menù che racconta il Gargano, la sua storia, le sue comunità e il suo territorio.

Un menù che non è soltanto espressione di sapori e tradizioni, ma diventa uno strumento concreto di promozione, valorizzazione e conoscenza dell’identità garganica.

È nato con questo spirito il progetto promosso dal Commissario Straordinario del Parco Nazionale del Gargano, Raffaele Di Mauro, che ha coinvolto gli studenti dell’IPEOA “Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo nella realizzazione del “Menù del Parco”.

La presentazione della fase finale della progettualità è stata un momento dedicato soprattutto alle ragazze e ai ragazzi che, attraverso il loro lavoro, hanno saputo trasformare prodotti, ricette e tradizioni del Gargano in una vera celebrazione dell’identità del territorio. Un percorso nel quale la cucina si è fatta racconto della storia, della cultura, della ricchezza e della straordinaria biodiversità del promontorio.

Nel corso dell’iniziativa, il Commissario Di Mauro ha voluto rivolgere un particolare ringraziamento al dirigente scolastico Luigi Talienti, al presidente dei Cuochi di Capitanata Mario Falco, ad Anna Grifa di Slow Food Gargano e al CEAS, il cui responsabile Michele Guidato ha seguito il progetto per conto dell’Ente Parco.

Una collaborazione tra scuola, istituzioni e realtà del territorio che ha permesso di mettere in luce il valore dell’enogastronomia come straordinario veicolo di conoscenza e promozione. Perché dietro ogni prodotto, ogni ricetta e ogni ingrediente del Gargano vive un patrimonio fatto di saperi, memoria, paesaggio e comunità.

Al centro del progetto, però, ci sono stati soprattutto gli studenti, veri protagonisti di questo percorso. A loro è andato il ringraziamento speciale per aver raccolto il testimone della tradizione e averlo reinterpretato con entusiasmo, creatività e consapevolezza.

Il “Menù del Parco” diventa così molto più di una proposta gastronomica: è un modo per raccontare una terra attraverso ciò che produce e attraverso le persone che la vivono, la conoscono e la custodiscono. Una terra che conserva orgogliosamente le proprie radici e che affida alle giovani generazioni il compito di raccontarle e valorizzarle è una terra capace di guardare al futuro con fiducia.

Bang!

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