E’ stata presentata oggi la guida “Puglia in Viaggio nella Memoria”, risultato di un ampio progetto di ricerca, affidato da Pugliapromozione all’Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea.

Il fine è quello di recuperare e valorizzare i luoghi della memoria legati a eventi ed episodi accaduti in Puglia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, uno dei momenti cruciali della storia nazionale del secolo scorso.

La costruzione di una mappa della memoria, che restituisca alla intera comunità pugliese aspetti significativi del passaggio dalla guerra alla pace e da un regime dispotico ad una società libera, è alla base di questo viaggio del ricordo che pone l’accento su alcuni fenomeni storici che hanno caratterizzato la Puglia del secolo scorso: Antifascismo, Resistenza ed Emigrazione. Il territorio pugliese si caratterizzò tra l’altro per l’istituzione di campi di concentramento in cui furono reclusi ebrei italiani e stranieri, slavi delle aree di confino, oppositori del regime. Un viaggio nel ricordo, dunque, con cinque itinerari, che ha anche come obiettivo quello di sviluppare in Puglia nuove forme di “turismo della memoria”, un fenomeno contemporaneo indotto dall’interesse generale nei confronti dell’identità culturale del territorio e della sua storia.

“Nella costruzione di questi sentieri della memoria si è posto l’accento su alcune caratteristiche paesaggistiche, artistiche e culturali del territorio regionale, che consentono al visitatore di cogliere anche le specificità geo-antropiche delle diverse aree: Murgia dei Trulli e Murgia Ionica, Appennino Dauno, Gargano e l’estrema propaggine del Basso Salento. Nella ricognizione dei luoghi, corredata dalle parole di alcuni scrittori e saggisti, tra cui Antonio Gramsci, Benedetto Croce, Filippo Turati, Tommaso Fiore, Pasquale Soccio, Luigi Corvaglia, e da una ricca e inedita rappresentazione fotografica e documentaristica, si evidenziano aspetti fondamentali di una forte identità storico-sociale e culturale della Puglia. Con questa guida si tenta di rispondere anche all’esigenza di salvaguardare la memoria, nella convinzione che la sua trasmissione possa aumentare la consapevolezza di ciò che è accaduto, trasformando la storia in storia comune, rendendola sentire condiviso e aspetto fon- dante dell’identità collettiva”, ha dichiarato Vito Antonio Leuzzi, Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (IPSAIC).

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