Il vescovo, al termine della processione della Madonna di Siponto, richiama la città al bene comune: «La vera sicurezza è quella che si prende cura».
Pace, legalità e giovani. Sono i tre appelli che il vescovo Franco Moscone ha rivolto a Manfredonia e al Gargano al termine della processione della Madonna di Siponto 2026.
Partendo dalle parole del Salmo 73, «Eppure Dio ha operato la salvezza nella nostra terra», Moscone ha invitato la comunità a non lasciarsi dominare dalla paura e dalle difficoltà, ma a riconoscere nella solidarietà, nella responsabilità e nel bene comune la vera forza della città.
Il vescovo ha ricordato due esempi recenti di solidarietà: il salvataggio di una 91enne durante un incendio a Monticchio, grazie all’intervento di un cittadino, di un poliziotto e di un’infermiera fuori servizio, e l’accoglienza riservata ai richiedenti asilo ospitati dalla Casa della Carità. Due episodi indicati come prova di una Manfredonia capace di generosità e inclusione.
Il primo appello è alla pace. Moscone ha chiesto a Manfredonia e al Gargano di diventare «città e territorio di Pace», richiamando le guerre e le crisi umanitarie che attraversano il mondo. Una pace che, secondo il vescovo, passa anche da un diverso concetto di sicurezza: non soltanto armi, ma investimenti in sanità, scuola, cultura, ricerca e tutela dell’ambiente. Da qui la provocazione: «Preferire i Canadair agli F35», perché «la vera sicurezza è quella che si prende cura».
Il secondo richiamo è alla legalità, con particolare attenzione alle condizioni del lavoro. Moscone ha denunciato caporalato, sfruttamento, sottosalario, subappalti e la realtà dei ghetti, ricordando anche la morte di Saddam, giovane lavoratore pakistano trovato senza vita nel bagagliaio della sua auto. Preoccupazione anche per il fenomeno del “lavoro povero”, che può nascondere forme di sfruttamento dietro contratti formalmente regolari. «Scommettete sulla logica della giustizia e dei diritti sociali», è stato l’invito del vescovo.
Il terzo appello riguarda la gioventù. L’inverno demografico del territorio, ha sottolineato Moscone, non è legato soltanto al calo delle nascite, ma soprattutto alla fuga dei giovani verso altre regioni. Per invertire la tendenza servono investimenti nella formazione, un rapporto più stretto tra scuole, università e imprese e nuove opportunità di lavoro e di abitazione per giovani e famiglie. «Il primo capitale sono le persone», ha ricordato il vescovo, indicando nei giovani la principale risorsa per l’innovazione e il futuro del territorio.
In conclusione, Moscone ha consegnato alla città un messaggio netto: «Manfredonia, rialzati e cammina scommettendo ed investendo su queste tre ineludibili ricchezze: PACE, LEGALITÀ e GIOVENTÙ».
La festa della Madonna di Siponto, dunque, non solo come momento di fede e tradizione, ma come occasione per riscoprire la responsabilità collettiva e costruire una città più solidale, giusta e capace di guardare al futuro.

















