Agenzia Valerio

Una scritta di tre metri è  apparsa  questa mattina sulla facciata della Chiesa Madre, molti i messaggi di condanna, dal sindaco Michele Merla al Partito della Rifondazione Comunista.

“Morte comunisti e CGIL”, con simboli fascisti, è il contenuto di una scritta apparsa questa mattina sulla facciata della Chiesa Madre. Il fatto è certamente avvenuto la scorsa notte, a poche ore dalla manifestazione di Roma organizzata dai sindacati.

“Vergogna – scrive il sindaco Michele Merla– chi ha compiuto questo vile gesto dovrebbe vergognarsi a lungo. Sono esterrefatto, calpestare in questo modo la storia, la Costituzione. L’apologia di fascismo è un reato. Oggi non contano le bandiere politiche: tutta la comunità deve sentirsi offesa e prendere posizione contro questi gesti ripugnanti. San Marco in Lamis non è questo, San Marco dice con forza NO a qualsiasi forma di fascismo. Noi puliremo la facciata della chiesa, non so se voi riuscirete a ripulire le vostre coscienze”.

Anche la la Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Foggia esprime forte preoccupazione per le scritte apparse sul muro della chiesa. “Disegnare svastiche, augurare la morte ai comunisti che hanno rappresentato e rappresentano un baluardo a difesa dei diritti e della Costituzione nata dalla Resistenza, alla Cgil, la più grande organizzazione sindacale già duramente colpita pochi giorni fa da forze dichiaratamente fasciste a Roma, non può passare sotto silenzio. Ancora più grave che questo attacco avvenga il giorno dopo la grande manifestazione svoltasi a Piazza San Giovanni e che ha visto la partecipazione di oltre centomila persone. Ci auguriamo che al più presto venga fatta piena luce sull’accaduto e i colpevoli di questo scellerato gesto, puniti.  Il fascismo e la sua apologia devono essere contrastati in ogni occasione, anche in quelle che possono sembrare delle semplici bravate.  Bisogna prosciugare definitivamente il brodo di coltura in cui prosperano vecchi e nuovi rigurgiti del ventennio”. Conclude la nota di Rifondazione.

Foto Profilo Facebook Michele Merla

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