Grande partecipazione nei pressi chiesa di Maria Santissima della Luce per la presentazione del romanzo candidato al Premio Strega e fresco vincitore del Premio Benedetto Croce.
Una serata intensa, ricca di emozioni e partecipazione, ha accompagnato la presentazione del romanzo Ersilia e le altre di Lucia Tancredi, ospitata nella splendida cornice della chiesa di Maria Santissima della Luce. Un luogo di straordinario fascino, affacciato sul mare del Gargano, dove le parole della scrittrice si sono intrecciate con i colori caldi del tramonto, regalando al pubblico un incontro di grande spessore culturale e umano.
A moderare il dialogo è stata la professoressa Maria Grazia Destino, che con competenza, sensibilità e passione ha guidato i presenti alla scoperta dell’universo narrativo dell’autrice. Attraverso una lettura attenta dell’opera, Destino ha evidenziato la rigorosa ricostruzione storica e la raffinata cifra poetica che caratterizzano il romanzo, sottolineando come Ersilia e le altre non rappresenti soltanto il racconto di una figura del passato, ma si trasformi in uno strumento prezioso per comprendere le sfide del presente.
Il volume vive un momento di particolare successo anche sul piano nazionale. Il 18 febbraio 2026 è stato infatti candidato al Premio Strega 2026 su proposta della scrittrice e giornalista Loredana Lipperini, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della narrativa italiana. Un percorso di eccellenza ulteriormente confermato dal Premio Benedetto Croce per la narrativa, ritirato da Lucia Tancredi il 25 luglio scorso a Pescasseroli e assegnato dalla giuria presieduta da Dacia Maraini. Riconoscimenti che testimoniano il valore letterario ed etico di un’opera capace di conquistare lettori e critica, affrontando con profondità temi di straordinaria attualità.
Un pubblico numeroso e attento ha seguito con partecipazione ogni momento dell’incontro, instaurando una profonda connessione emotiva con le riflessioni proposte dall’autrice.
Al centro del dibattito è emersa la figura di Ersilia Bronzini Majno, protagonista del romanzo, insieme alle altre donne che hanno contribuito a scrivere le pagine più significative dell’emancipazione femminile italiana. Donne coraggiose, visionarie, capaci di costruire reti di solidarietà e di promuovere un’idea di società fondata sulla partecipazione e sulla giustizia.
È proprio questo il messaggio più forte che la serata ha consegnato al pubblico: la forza del gruppo femminile come motore di democrazia, cambiamento e responsabilità collettiva. Un’idea che supera il mito dell’eroina solitaria per restituire valore alla condivisione, alla cooperazione e alla capacità delle donne di costruire insieme percorsi di libertà e progresso.
Tra il silenzio rispettoso della platea e la magia del paesaggio garganico, l’incontro con Lucia Tancredi si è trasformato in un autentico viaggio nella memoria e nella coscienza civile, lasciando negli spettatori la consapevolezza che la grande letteratura continua a essere uno degli strumenti più efficaci per comprendere il presente e immaginare un futuro più giusto.

















