Agenzia Valerio

Si conclude con esito positivo il bioblitz organizzato nell’ambito dell’evento Nazionale “M’ammalia” promosso dalla Associazione Teriologica Italiana (ATIt) dal Museo di Storia Naturale di Foggia del Polo Biblio-Museale della Regione Puglia in collaborazione con il Centro Studi Naturalistici ONLUS – Pro Natura e il WWF Foggia.

I cittadini volontari, durante la giornata di monitoraggio dedicata alla lontra, sono riusciti a scovare i suoi segni indiretta di presenza anche all’Oasi Laguna del Re di Manfredonia (FG), area naturale recentemente recuperata e riqualificata in virtù di un progetto LIFE realizzato dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, dal Centro Studi Naturalistici (CSN) e dalla Regione Puglia. I numerosi volontari, insieme agli esperti del CSN e del WWF, quindi hanno percorso dei transetti lungo le sponde dell’area umida del Parco Nazionale del Gargano trovando sia impronte che “spraint” (ovvero i tipici escrementi della lontra per marcare il territorio).

 

Nel 1986 dopo il censimento nazionale del WWF, i risultati furono deprimenti, infatti la lontra risultò quasi completamente scomparsa in Italia tranne in residue popolazioni dei corsi d’acqua campani, lucani e pugliesi. In Puglia, estinta nelle lagune di Lesina e Varano, circoscriveva le residue popolazioni esclusivamente lungo i fiumi Ofanto e Fortore.Negli anni a seguire dal 2000 in poi, grazie alla maggiore attenzione e protezione degli ambienti fluviali e alle zone umide, alla istituzione delle aree protette e alla Rete Natura 2000, la popolazione di lontre ha iniziato a riprendersi. Grazie al monitoraggio eseguito dal CSN (referente regionale del Gruppo Lontra Italia) si è potuta seguire la “ricolonizzazione”; dall’Ofanto la specie ha ricolonizzato prima il torrente Carapelle, poi il Cervaro (giungendo fino alla foce e al complesso delle paludi sipontine come all’Oasi Lago Salso), ma anche dal Fortore lungo il Torr. Celone e il Torr. Vulgano.

Il resto è storia di oggi, con la scoperta che la lontra è presente anche all’Oasi Laguna del Re alla foce del Torr. Candelaro, segnale chiaro dell’importanza strategica delle zone umide del Golfo di Manfredonia per la tutela della biodiversità su scala nazionale.

 

Purtroppo fra le minacce antropiche più gravi nei confronti di questa specie ricordiamo la distruzione degli habitat che avvengono tutt’oggi nonostante le norme e le leggi (come recentemente accaduto in maggio all’Oasi Lago Salso), e segnaliamo senza dubbio anche l’impatto con gli autoveicoli e la conseguente frammentazione ambientale dovuto al fitto reticolo stradale (infatti negli ultimi anni si moltiplicano i ritrovamenti di esemplari deceduti per gli impatti con autoveicoli).

Il CSN costantemente raccoglie le segnalazioni dai cittadini (sempre più vigili in campo della protezione ambientale) di animali trovati investiti ai bordi delle strade in stretta collaborazione con i Carabinieri forestali e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Foggia che, fra l’altro, monitora e analizza gli esemplari recuperati raccogliendo informazioni analitiche utili per la conservazione della specie (analisi genetiche, patologie etc.).

In foto la lontra, repertorio (autore Vincenzo Rizzi)

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