Leggendo la notizia e parlando con tutti gli amici operatori coinvolti è evidente che a conclusione giudiziaria di questa vicenda rischia di essere ancor più dannosa, un disastro sociale economico e ambientale.

L’Operazione “Mare Nostrum” rischia di criminalizzare un intero comparto che invece andava accompagnato verso buone pratiche ambientali. Leggendo la notizia e parlando con tutti gli amici operatori coinvolti è evidente che a conclusione giudiziaria di questa vicenda rischia di essere ancor più dannosa, un disastro sociale economico e ambientale. Un atto che mette in ginocchio il lavoro sulla sensibilizzazione svolto durante tanti anni – lavoro di cui sono testimone diretto- per portare avanti protezione ambientale e sociale-economico in parallelo.

Dal 2013 lavorando con il GAC lagune del Gargano e con i mitilicultori, si é avviata una faticosa e progressiva azione per far fronte al problema della spazzatura marina. Spazzatura che sul Gargano arriva con le correnti da tutto l’Adriatico. Certo, anche le retine di plastica degli impianti contribuiva a questa spazzatura. Da allora molti allevatori hanno iniziato a smaltire le retine come rifiuto speciale, cosa che possono documentare. Dal 2014 il Comune di Cagnano Varano e la Provincia di Foggia hanno in sospeso un progetto per realizzare una isola ecologica e un deposito temporaneo (presso il porto canale Capojale, tanti problemi andavano risolti per potere intervenire correttamente) per aiutare i mitilicultori a smaltire le retine. Dal 2016, anche con le campagne e alcuni progetti LIFE di Legambiente e di Goletta verde, ho sempre cercato e creato occasioni di confronto per sensibilizzare operatori e istituzioni a collaborare per risolvere un problema rilevante, per aiutare un settore produttivo importante per l’economia di quelle comunità costiere.

La cosa più difficile da fare é -come sempre la solita in questo territorio – creare un tavolo di coordinamento tra tutti gli attori (istituzionali ed economici, associativi) per definire le regole e la gestione dei servizi allo sbarco, per recuperare i rifiuti e valorizzare il prodotto. Rispetto al problema ecologico/ambientale nel 2017 con l’allora presidente del parco, Costanzucci, abbiamo collaborato per inviare al ministero dell’ambiente un corposo dossier, per cercare risorse al fine di ripristinare il buono stato di salute del mare. Dal 2019 lavorando al GAL Gargano per le attività del FEAMP, con gli operatori ho avuto modo di approfondire ancora più attentamente quali buone pratiche sono necessarie – all’intero comparto – per produrre, tutelando ambiente e la risorsa, tutto quello che dà loro il reddito. Insieme abbiamo contribuito a scrivere idee progetto, piccoli passi per migliorare l’organizzazione e il lavoro dell’intero comparto, progetto che nelle prossime settimane dovrebbe essere approvato dal servizio FEAMP della Regione Puglia. La stessa regione Puglia ha finanziato progetti per raccogliere la plastica in mare, invitato a quantificare i costi per risanare i fondali, incoraggiare le buone pratiche. Tutto questo per dare strumenti agli operatori e convincerli ad una gestione responsabile dell’intero bacino produttivo, ammodernare la loro attività, ponendo attenzione allo stato di salute del mare e alla sua tutela in un territorio marino costiero protetto da zone di conservazione speciali, al confine con l’area marina delle Tremiti e nel Parco Nazionale del Gargano.

Anche le stesse forze di controllo, carabinieri forestali, guardia costiera e finanza potevano e potrebbero con le altre istituzioni accompagnare il settore in questo ammodernamento per rafforzare la prevenzione degli impatti ambientali… Spero solo che la rabbia e la mortificazione che ora affligge comprensibilmente tutti gli operatori, non degeneri in sconforto totale, considerando che la crisi produttiva risale a ben oltre la pandemia e ha già messo in ginocchio quell’economia. E, passato lo sconforto, bisognerà ritornare a lavorare con tutti, recuperando l’entusiasmo e il tempo perduto per rilanciare il prezioso lavoro e la produzione, consapevoli che la qualità ambientale é anche quella necessaria ad ottenere un buon prodotto e dare giusto reddito al lavoro. A tutti loro, a quella comunità costiera, voglio esprimere la mia solidarietà e vicinanza. Con tanta stima.

* Esperto di sviluppo locale

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