Un ulteriore passo in avanti nel contrasto giudiziario alle mafie, ma anche la conferma di un cammino che, a dieci anni dalla nascita dell’Associazione.
L’Associazione “Giovanni Panunzio Eguaglianza Legalità Diritti”, nel decimo anno dalla sua fondazione, ha rinnovato oggi il proprio impegno civile e sociale costituendosi parte civile presso il Tribunale di Bari nel processo denominato “Mari e Monti”, che vede imputate oltre cinquanta persone per gravi capi di imputazione riconducibili – secondo l’ipotesi accusatoria – alla mafia garganica. Al nostro fianco, in questa significativa scelta di campo, si sono costituiti anche i Comuni di Mattinata, Monte Sant’Angelo, Manfredonia e Vieste, FAI e la Regione Puglia, a testimonianza di una crescente e condivisa volontà delle istituzioni e della società civile di contrastare con determinazione le mafie foggiane e di riaffermare la centralità della legalità democratica nei nostri territori.
L’Associazione è rappresentata dall’Avv. Mario Aiezza del Foro di Foggia. Questa nuova costituzione di parte civile si inserisce in un percorso coerente e costante che, negli ultimi dieci anni, ha visto l’Associazione operare instancabilmente nelle aule di giustizia, nelle scuole, nelle piazze e nelle comunità della Capitanata. Un percorso che, nel nome e nel sacrificio di Giovanni Panunzio, imprenditore assassinato perché scelse di non piegarsi al ricatto mafioso, si è posto come obiettivo quello di promuovere una cultura diffusa della legalità, di difendere i diritti delle persone offese e di dare voce a quanti si oppongono al dominio criminale.
Giovanni Panunzio è stato insignito dallo Stato Italiano del titolo di Testimone di coraggio, ed è inserito nella lista pubblica del Ministero dell’Interno che raccoglie le figure esemplari della lotta civile e democratica contro le mafie. L’Associazione, operando su tutto il territorio nazionale, porta avanti la sua memoria come patrimonio di valore civile e culturale, affinché il suo esempio di coraggio e dignità continui a ispirare cittadini, istituzioni e nuove generazioni nella costruzione di una società libera dalle mafie.
La giornata odierna rappresenta quindi non solo un ulteriore passo in avanti nel contrasto giudiziario alle mafie, ma anche la conferma di un cammino che, a dieci anni dalla nascita dell’Associazione, continua con rinnovata convinzione: affermare che la Capitanata e il Gargano non sono terre di mafia, bensì comunità che chiedono giustizia, dignità e futuro.
















