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Maestro di xilografia è un artista con tratto singolare che attraverso le sue opere apre le porte su una visione dell’arte per immagini molto personale, con tecniche di pregio. Un linguaggio complesso, che l’autore definisce “grafica d’arte”.

Matteo Nardella (foto), classe 1988, dopo gli studi liceali si iscrive presso l’Accademia di Belle Arti, per seguire la sua innata passione. Qui entra in contatto con il mondo della scultura, del disegno, dell’incisione, computer art, arti decorative e pittoriche, rimanendo particolarmente attratto dalle tecniche dell’incisione: calcografia e xilografia.   La prima prevede l’incisione di una matrice in metallo , zinco o rame,  mentre la xilografia l’incisione  di una matrice di legno, lasciando in rilievo il disegno che poi verrà stampato , al contrario della calcografia in cui saranno le parti incave ad essere stampate. Due processi diversi ma che condividono il mistero del momento creativo, che si svelerà solo quando l’opera verrà stampata sulla carta: condizione enigmatica che riverbera nel chiaro scuro e nei soggetti delle opere di Nardella.

Sullo sfondo i boschi della sua terra, San Marco in Lamis e il Gargano, con il loro fascino e mistero, ponti per una spiritualità naturale che si fa religiosa, giungendo alla figura dell’angelo , presente sul  Gargano soprattutto in riferimento all’Arcangelo Michele e sintesi del Dualismo in cui si dibatte l’essere umano.

Marginale il contributo della tecnologia digitale al processo creativo, per un’arte che mantiene la sua purezza originaria, anche se non centrale nella tradizione pittorica italiana; condizione che contribuisce all’originalità dell’offerta artistica di Matteo Nardella.

Tra gli argomenti delle sue opere del primo periodo il superamento del dualismo, dei concetti di bene e male, rappresentati come una sorta di Yin e Yang: l’uomo è composto da materia e spirito, quindi passioni e carnalità che si contrappongono alla purezza della parte spirituale. E’ da questo dualismo  che nasce l’essere umano, tensione alla quale non può sottrarsi e che deve imparare a vivere. La figura dell’angelo, figura umana e divina insieme, esprime questa condizione e contrasto. Da qui il trittico angelo bianco, angelo nero e superamento del dualismo. Seguiranno le opere sul ciclo del sogno.

In questa tematica il sogno viene  inteso come confine tra morte e vita, quindi una sorta di ponte tra i due mondi in cui lo spirito vaga libero confondendo i piaceri derivabile dal mondo esterno, con la capacità di crearli producendo quel senso di benessere che da li può essere portato nella vita quotidiana facendo dimenticare il senso d’inquietudine che è presente nel nostro tempo, opere in linea con la ricerca esistenziale e spirituale dell’autore. L’artista con le sue opere ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero, ottenendo diversi premi e riconoscenze di critica e pubblico. Suoi lavori sono entrati a far parte di archivi pubblici e privati.

Dal 24 febbraio al 19 marzo 2023, due suoi lavori saranno presenti per la 5° Biennale di Xilografia “Premio Ugo Maffi” città di Lodi.

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