Agenzia Valerio

Era il 2008 e per compensare i festeggiamenti per il compleanno di Sua Maestà la Regina Elisabetta II l’Ambasciata Britannica di Roma decise di piantare alberi nel territorio del Parco Nazionale del Gargano.

La compensazione delle emissioni di CO2 associate alle cerimonie per i festeggiamenti del compleanno della Regina Elisabetta II, fu il “regalo” innovativo alla Regina, il progetto durò due anni (2008-2009),  per mettere in “risalto la sensibilità dell’Ambasciata Britannica nei confronti delle problematiche ambientali e il suo impegno nella lotta ai cambiamenti climatici”. Così venne comunicata la scelta di piantare alberi in onore della Regina Elisabetta nel territorio di San Giovanni Rotondo dall’Ambasciatore Edward Chaplin.

Venne calcolato l’emissione di C02, 32 tonnellate di anidride carbonica, calcolando le emissioni di gas serra che sono state prodotte in occasione dei diversi ricevimenti in Italia, a partire dai trasporti, fino ai materiali utilizzati e consumati.

Il progetto venne coordinato Boschi AzzeroCO2,nell’ambito del progetto “Think Green”, con il supporto del Consorzio di Bonifica del Gargano e del Comune di San Giovanni Rotondo, oltre ai 46 alberi piantati in montagna, in zona Costa, non lontano dal centro abitato, venne piantato anche un albero all’interno del Parco del Papa. Alla cerimonia parteciparono gli esponenti dell’Ambasciata Britannica accolti dal sindaco Gennaro Giuliani. “L’idea venne dopo gli incendi di Peschici” – dichiarava il console Michael Burgoyne durante la cerimonia. In totale furono due gli ettari di bosco piantati esattamente nella valle di Portamisuso. La manifestazione ufficiale si svolse il 27 giugno del 2008.

Elisabetta II vistò l’Italia ufficialmente quattro volte, l’ultima volta nel 2014. La prima risale al 1961. Poi la Regina è tornata nel nostro Paese ogni venti anni circa. La sovrana ha sempre apprezzato molto l’Italia, di cui ammirava in particolare il patrimonio artistico, lo stile e il cibo.

(In foto copertina gli articoli pubblicati dal Corriere del Sud, nell’edizione del 30 giugno 2008).

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