Agenzia Valerio

Prosegue il progetto Save the Wave, iniziativa parte del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (2021 -2030), avviato da IOC-UNESCO con E.ON, con l’obiettivo di tutelare e ripristinare gli ecosistemi marini.

Protagoniste della nuova tappa le Isole Tremiti, dove, su un’area complessiva di circa 100 metri quadri, sono stati impiantati i rizomi di Posidonia oceanica scalzati, in particolare, a causa degli ancoraggi dei diportisti. Il reimpianto è stato effettuato in due siti di circa 50 m2 ciascuno, dove la Posidonia era presente in passato e dove è poi scomparsa proprio a causa delle attività umane. Il primo sito è a nord-est degli iconici scogli chiamati “I Pagliai”, dove sono state posizionate nuove porzioni di prateria tra i 15 e i 17 mt di profondità. Il secondo è localizzato nel corridoio naturale formato dallo Scoglio del Cretaccio e dall’Isola di San Nicola, a 8 mt di profondità. In totale,dunque, la Posidonia è stata reimpiantata su una superficie complessiva di 100 m2, pari a circa il 10% della superficie che questo habitat ricopre alle Isole Tremiti nella sua porzione più in salute. Tra i vantaggi vi è la capacità di immagazzinare il carbonio per secoli o millenni. Si stima che 100 m2 di Posidonia oceanica possano assorbire ogni anno circa 13 tonnellate di carbonio. 

Il progetto è opera di un team multidisciplinare in cui IOC-UNESCO e E.ON collaborano attivamente con Giovanni Chimienti, Biologo Marino del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari e National Geographic Explorer, e con il suo team (il Prof. Francesco Mastrototaro e il biologo marino Andrea Tursi), con il supporto del team di The Oceancy,associazione impegnata nella protezione della vita marina e nell’offrire sostegno al turismo sostenibile.

Per la piantumazione e la successiva manutenzione, gli esperti operano in piena sinergia con l’Ente Parco Nazionale del Gargano coinvolgendo anche le autorità, in particolare la Capitaneria di Porto, il Sindaco Giuseppe Calabrese e Acquodiving Diving Center che supporta le operazioni in mare e la comunità locale.

Fonte foto ecomaniadelmare.org

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