La proiezione del film su Francesco Marcone diventa occasione di riflessione collettiva tra testimonianze, scuola e Istituzioni.
Un silenzio carico di significato, rotto solo da applausi intensi e partecipati, ha accompagnato la proiezione del docufilm “Il sangue mai lavato”, dedicato alla morte di Francesco Marcone. Un evento che ha saputo trasformarsi in molto più di una semplice visione cinematografica: un momento collettivo di riflessione, memoria e responsabilità civile.
Organizzato dall’associazione Bantù, l’incontro ha richiamato cittadini, studenti, istituzioni e rappresentanti del territorio, uniti dalla volontà di non dimenticare e di interrogarsi sul valore della verità. “La verità è un diritto, ma anche una responsabilità collettiva”: questo il messaggio che ha attraversato l’intera serata, diventandone il filo conduttore.
Particolarmente toccante la testimonianza di Daniela Marcone, figlia della vittima, che con parole profonde e sincere ha saputo scuotere le coscienze dei presenti. Il suo intervento ha dato volto umano e dolore concreto a una vicenda che rischia, col tempo, di essere relegata alla cronaca. Non è mancato il saluto del regista Luciano Toriello, autore del documentario.
Il dibattito successivo, guidato dal giornalista Gennaro Tedesco, ha offerto spunti di riflessione importanti, coinvolgendo attivamente il pubblico in un confronto aperto sui temi della legalità, della giustizia e del ruolo della comunità. Fondamentale anche l’accoglienza di Padre Tonino e Don Nicola, della parrocchia “Immacolata Concezione”, che hanno contribuito a creare un clima di ascolto e condivisione. Significativa la presenza delle scuole: dirigenti, docenti e studenti hanno partecipato con attenzione e consapevolezza, cogliendo il valore educativo dell’iniziativa. Le copie del libro su Francesco Marcone, donate durante l’incontro, rappresentano ora un simbolo concreto di continuità nella trasmissione della memoria.
Determinante il supporto dell’Amministrazione Comunale di Monte Sant’Angelo, che ha sostenuto il progetto riconoscendone l’importanza nel percorso di educazione alla legalità, presente l’assessore alla cultura Rosa Palomba e il presidente del Consiglio comunale Michele Ciuffeda. La serata si è conclusa con un messaggio chiaro e condiviso: fare comunità significa anche questo. Portare insieme il peso della memoria, trasformarlo in consapevolezza e costruire, passo dopo passo, un futuro più giusto.
















