Il titolo del messaggio, “Quaresima di Carità 2026”, racchiude il senso profondo dell’esortazione: un ritorno essenziale a Dio che si traduca in attenzione concreta verso gli ultimi.
La Quaresima 2026 si apre sotto il segno della carità e dell’ascolto. Con parole intense e cariche di speranza, il Vescovo Franco Moscone, guida dell’Arcidiocesi di Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, invita i fedeli a vivere questo tempo liturgico come un autentico cammino di conversione, capace di trasformare il cuore e le comunità. Il Vescovo richiama le parole del Santo Padre Papa Leone XIV, che chiudono il messaggio per la Quaresima 2026:
“Chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore”.
Parole che diventano programma pastorale: “ascoltare di più, parlare con maggiore responsabilità, trasformare le comunità cristiane in spazi di accoglienza e liberazione”. La Quaresima è descritta come un periodo privilegiato di crescita interiore. Quaranta giorni per rallentare il passo, per ritrovare ciò che conta davvero, per riscoprire la profondità della fede attraverso: una preghiera più intensa e consapevole, un ascolto autentico di Dio e dei fratelli, un digiuno vissuto con sincerità e libertà interiore, una carità concreta, fatta di gesti quotidiani di attenzione e vicinanza.
Contemplare Cristo nel mistero del suo amore donato fino in fondo significa riconoscerlo nei volti segnati dalla sofferenza, nella fragilità di chi non ha voce, in coloro che il mondo ignora perché privi di prestigio o bellezza esteriore. In questo spirito di ascolto e digiuno, le offerte raccolte durante la Quaresima 2026 saranno destinate alla Terra Santa, oggi profondamente segnata dall’emergenza vitale e dalla sofferenza diffusa.
Il contributo dei fedeli vuole essere “un segno tangibile di comunione e speranza per le comunità cristiane e per tutte le popolazioni provate dalla violenza e dall’incertezza. Sostenere la Terra Santa significa custodire i Luoghi Santi, ma soprattutto farsi prossimi alle persone che vi abitano”. Anche un gesto piccolo, ricorda il Vescovo, “può diventare seme di fraternità e strumento della Provvidenza”.
Unendosi alla preghiera dei Vescovi Europei, il Vescovo Moscone invita a chiedere al Signore di toccare i cuori e ispirare le menti dei governanti, affinché alla violenza delle armi si sostituisca la ricerca del dialogo, per una “pace disarmata e disarmante” in tutto il mondo.
Il messaggio si conclude con un augurio semplice e profondo: che ciascuno possa vivere un’autentica Quaresima di Carità. Un tempo in cui il digiuno purifichi anche le parole, l’ascolto diventi stile di vita, e le comunità cristiane sappiano farsi casa per chi soffre, contribuendo così a edificare la civiltà dell’amore.
















