Il Segretario di Stato Vaticano ha benedetto e tagliato il nastro ai nuovi reparti di Pronto Soccorso, Centro Trapianti di Cellule Staminali Emopoietiche e Geriatria Sub Intensiva dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza.
Il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha visitato stamattina l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, l’Opera di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo.
Al suo arrivo in Ospedale, dove ha inaugurato i nuovi reparti di Pronto Soccorso (in foto), Centro Trapianti di Cellule Staminali Emopoietiche e Geriatria Sub Intensiva, il Cardinale è stato accolto dal presidente padre Franco Moscone, dal direttore generale Michele Giuliani e dai membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. Alle inaugurazioni ha partecipato anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
«La visita fatta oggi– ha dichiarato il cardinale nel suo discorso finale al termine della visita in Ospedale –mi ha permesso di toccare con mano quello che l’arcivescovo, padre Franco Moscone, mi raccontava: Casa Sollievo della Sofferenza è un gioiello ed io sono davvero pieno di gioia per questo incontro. Forse tutto questo che abbiamo visto oggi – ha proseguito riferendosi alle inaugurazioni dei nuovi reparti – è da considerarsi parte del paradigma suscitato dalla ormai nota frase pronunciata da Padre Pio il 5 maggio 1956 in occasione dell’inaugurazione di Casa Sollievo: ‘È stato deposto nella terra un seme che il Signore riscalderà con i Suoi raggi d’amore’. Adoperiamoci tutti affinché questo seme prosperi e fruttifichi costantemente in modo che l’Opera sia sempre più luogo di concreto e prezioso sollievo nei confronti di tutti i sofferenti che ad essa si affidano».
«Io vorrei profondamente ringraziare tutti gli operatori di Casa Sollievo della Sofferenza– ha poi affermato il Segretario di Stato Vaticano –.Ho percepito oggi che qui dentro non solo si lavora in maniera seria e tecnicamente eccellente, ma c’è soprattutto un grande spirito, quello di Padre Pio, che continua a vivere ed essere presente in tutti voi operatori. Vi invito davvero a conservare questo carisma perché questa struttura, questa istituzione possa continuare ad essere un segno della presenza e dell’azione della Chiesa. Grazie, andate avanti, coraggio! Sono contento che sia presente anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e sono contento delle parole che ha pronunciato che ci dicono come la Regione vuole continuare a sostenere, appoggiare e aiutare secondo le sue competenze questa istituzione».
«Vi porto naturalmente il saluto del Papa e come lui fece nel mese di luglio da quella finestra del Policlinico Gemelli, vorrei affermare anche io qui l’impegno della Santa Sede nelle sue varie espressioni perché le strutture della sanità cattolica, e questo Ospedale in particolare, possano continuare ad essere quello che sono sempre state. Casa Sollievo ha un grande passato, ma soprattutto un grande futuro al servizio della popolazione di questa regione e delle regioni limitrofe e vorrei quindi esprimere questo impegno da parte mia e da parte della Santa Sede ad appoggiare questo Ospedale in tutte le maniere possibili. Mettiamoci tutta la nostra volontà, il nostro coraggio– ha concluso il Cardinale – perché l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza sia all’altezza della sua vocazione e della sua missione: vocazione e missione che sono state affidate da Padre Pio. Buon Natale a tutti voi, che questo Natale porti tanta gioia e tanta serenità nel cuore di ciascuno, che sia un Natale in cui riprendiamo il nostro cammino con più determinazione».
«Mi sento innanzitutto in dovere di ringraziare il cardinale Parolin per la sua visita e per il suo messaggio forte di vicinanza all’Opera di San Pio – ha sottolineato il direttore generale dell’Ospedale di San Giovanni Rotondo, Michele Giuliani –. Ringrazio anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per la sua presenza qui oggi. Un ringraziamento accorato va a tutto il personale di Casa Sollievo: 2.700 uomini e donne legati all’Istituto da un profondo senso di appartenenza. Sono loro che hanno dato il massimo in questo 2021 per riprendere l’attività dopo la pandemia e riportarla a regime, permettendoci così di erogare prestazioni sanitarie con indicatori di complessità sempre più elevati. Da questi 2.700 professionisti trarremo la forza per continuare a lavorare per il territorio e per dare risposte a tutti i pazienti che quotidianamente, da ogni parte d’Italia, si rivolgono al nostro Ospedale per alleviare le loro sofferenze».
















