Agenzia Valerio

Alle autorità, “il primo compito della politica è scavare pozzi di lavoro autentico. L’ambiente naturale, il lavoro e le periferie. Sono i tre pozzi che alimentano il nostro Gargano”.

“A Betlemme, al tempo di Cesare Augusto, Dio in Gesù si è fatto bambino, ha scelto un territorio particolare ed è venuto ad abitare in mezzo all’umanità, ha assunto gli abiti e le fatture dell’ospite, Lui che era ed è il Signore del tempo e dello spazio! Così da più di 2000 anni ogni anno torna il NATALE, e torna a bussare ai cuori anche nel 2021! Oggi, in una storia segnata da incertezza e scoraggiamento, ancora grondante del sangue della pandemia e delle grida stroncate dei migranti che solcano mari ed attraversano deserti per trovarsi difronte a muri innalzati dall’egoismo, un pianeta sconvolto da mutamenti climatici e prospettive fosche, il miracolo si ripete: Dio si fa ospite di questa storia e di questo ambiente, non sfugge, ma assume e si fa carne: et Verbum caro factum est et habitabit in nobis(Gv 1, 14)! La Chiesa tutta e la Chiesa che abita in Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, che custodisce le ricchezze naturali, culturali e spirituali del Gargano, accoglie e rilancia l’annuncio che attraversa il tempo e abita lo spazio: et in terra pax hominibusbonaevoluntatis (Lc 2, 14). La Chiesa che è in Manfredonia-Vieste e San Giovanni Rotondo rinnova l’impegno ad aprire le sue porte per accogliere ed ascoltare, e con rispetto bussa a tutte le porte chiedendo un momento di ospitalità, per portare a tutti la gioia del Vangelo!  Buon Natale e “camminiamo insieme” per trasfigurare il territorio e popolo del nostro amato Gargano.”

Nei giorni scorsi il vescovo ha incontrato i rappresentanti istituzionale del territorio, “Il primo compito della politica è scavare pozzi di lavoro autentico”, ha detto mons. Franco Moscone alle autorità.

“L’ambiente naturale, il lavoro e le periferie. Sono i “tre pozzi che alimentano il nostro Gargano” e che non vanno inquinati, “ma rispettati, custoditi e continuamente mantenuti in efficienza”. Mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-S. Giovanni Rotondo, usa queste metafore per parlare della “migliore politica”, sulla scorta del capitolo quinto della Fratelli tutti e delle parole poetiche di don Tonino Bello. “La materia prima della nostra politica economica è il nostro ambiente, patrimonio diventato universale, riconosciuto come un tesoro di inestimabile ricchezza”, scrive il vescovo nel messaggio alle autorità civili e militari per il Natale: “Ogni ferita che gli si infligge è un inquinarne le acque, è un atto di violenza alla natura ed alla gente, è una forma di guerra non dichiarata ma combattuta da fazioni criminali, è un minare le basi per il futuro delle giovani generazioni rendendo difficilissimo e costosissimo lo ‘sminamento’”. Il secondo pozzo è il lavoro, che “non arriva a caso o per semplice ricaduta di azioni pseudo produttive”: “Il lavoro va pensato, programmato con efficienza e scienza, va favorito da scelte che investono rispettando e costruendo armonia col territorio e la sua storia. Il primo compito della politica è scavare pozzi di lavoro autentico creando le condizioni perché crescano e si moltiplichino imprese serie, creative amanti della città”. Il terzo pozzo, infine, sono le periferie: “Rivalutare le periferie e chi in periferia ci vive, magari con stenti e difficoltà – spiega mons. Moscone – significa sanare e produrre futuro, impedire fughe e desertificazione, portare bellezza e rispetto dove sembra regnare il degrado e l’ingiustizia”.

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