Chiesto l’intervento del ministro per scongiurare la dismissione della linea e puntare finalmente alla sua valorizzazione, consentendo ai cittadini di avere un servizio di trasporto pubblico adeguato alle moderne esigenze di efficienza e sostenibilità ambientale.

Sulla vicenda della ferrovia Foggia-Manfredonia e sulla sua paventata dismissione per essere sostituita con autobus a metano, come indicato dalla Regione Puglia nell’aggiornamento del Piano Attuativo 2021-2027 del Piano regionale dei Trasporti, il WWF Foggia ha interpellato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.  È avvenuto in occasione di un dibattito a Trani sulla transizione ecologica .

“Il ministro- fa sapere il WWF- ha assicurato il suo interessamento per evitare la dismissione della tratta, colpevolmente sottoutilizzata a causa della decisione di Trenitalia, avallata dalla Regione Puglia, di sostituire per nove mesi all’anno le sei corse ferroviarie giornaliere dei mesi estivi con altrettante corse automobilistiche, prassi purtroppo confermata dal nuovo contratto di servizio 2018-2032.

Ogni giorno, alle 6 corse estive di Trenitalia si sostituiscono 12 corse con autobus gestite dalla SITA, con tempi di percorrenza del 70% più lunghi rispetto al treno e con appena 600 posti complessivi disponibili, corrispondenti a 3-4 corse con il treno. Un servizio, in definitiva, inadeguato al bacino di utenza servito che, di fatto, favorisce l’uso dell’auto privata, con tutte le conseguenze sul volume di traffico e sulla pericolosità della strada statale 89.

Il potenziamento della linea ferroviaria Foggia-Manfredonia è un’opera strategica, già prevista nei vari atti di programmazione sovracomunale (piano territoriale di coordinamento provinciale, Piano del Parco Nazionale del Gargano, Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, ecc.), che risponde alle odierne istanze di mobilità sostenibile e a basso impatto ambientale. Ma sarebbe anche utile per il trasporto merci, creando le premesse per il ripristino del collegamento con il porto industriale di Manfredonia e la sua rivitalizzazione. Con l’ammodernamento della Foggia-Manfredonia e lo spostamento del servizio di trasporto dalla gomma al ferro, si potranno anche potenziare i collegamenti interni in un’ottica turistica, ridistribuendo sul Gargano l’attuale chilometraggio delle corse automobilistiche sulla Foggia-Manfredonia e dando un senso all’esistenza dell’attuale stazione fantasma di Manfredonia Ovest, costruita qualche anno fa con fondi comunitari proprio come nodo di scambio tra treno e autobus. In una visione di sistema, la rete dei servizi automobilistici all’interno del Gargano potrebbe collegarsi alla rete sentieristica del Parco Nazionale del Gargano prevedendo delle specifiche fermate all’inizio del percorsi escursionistici.

Nel 2016 il progetto di ammodernamento della linea è stato inserito nel Patto per la Puglia con uno stanziamento di 50 milioni di euro con lo scopo, tra l’altro, di introdurre la tecnologia treno-tram per consentire di estendere la linea anche all’interno del centro abitato di Manfredonia. Da allora, RFI, Trenitalia e Regione Puglia non hanno presentato nessuna progettualità, sul presupposto che la tecnologia treno-tram – pur presente in altri Paesi europei e e in Italia anche nel tratto italiano della Ferrovia Retica da St. Moritz a Tirano – non ha una copertura normativa in Italia e pertanto non è attuabile.

Il WWF Foggia, sin dal 2016, ha avviato una campagna informativa per sollecitare i necessari interventi di ammodernamento – a prescindere dall’omologazione della tecnologia treno-tram – che permetteranno di completare l’intervento con il tram quando la normativa lo consentirà: elettrificare l’intera tratta (o introdurre il treno ad idrogeno), prevedere una fermata intermedia di scambio per consentire il transito contemporaneo di due treni nelle due direzioni, adeguare i sistemi di segnalamento ferroviario, sopprimere i passaggi a livello, ripristinare l’esistente tratto ferroviario in sede propria a Manfredonia fino a piazza Marconi. In Capitanata esiste già un modello a cui fare riferimento: si tratta della ferrovia Foggia-Lucera, già dismessa negli anni ’60 e ripristinata da una decina d’anni con grande successo di pubblico. Non a caso Ferrovie del Gargano ha manifestato più volte il proprio interesse nella gestione della tratta Foggia-Manfredonia, con l’obiettivo di offrire un servizio integrato dai comuni montani alle aree costiere della Capitanata”. Dichiarano gli ambientalisti.

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