Agenzia Valerio

Questa mattina due cortei che interesseranno la statale 16, Emiliano: “Bisogna stare loro vicini e far riprendere fiducia anche nell’associazionismo e nella relazione con le istituzioni”.

Continua la protesta degli agricoltori dopo che nella notte fra martedì e mercoledì è arrivato il via libera sul taglio dell’Irpef di categoria per due anni, provvedimento del Governo ritenuto insufficiente. A Roma due manifestazioni in centro nei giorni scorsi, mentre in Capitanata, dopo la manifestazione di Manfredonia, questa mattina gli agricoltori si sono dati appuntamento a nord e a sud della provincia, saranno  due i cortei che interesseranno la statale 16 nei punti che vanno da San Severo in direzione nord, dall’area di servizio La Torre e da Borgo Incoronata in direzione sud.

Nei giorni scorsi una delegazione di agricoltori, non rappresentanti dalle organizzazioni agricole, sono stati ricevuti dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (foto).

“È mio dovere come presidente della Regione parlare anche con chi spontaneamente ha chiesto di interloquire. I problemi sono gli stessi, sono soprattutto dovuti alle incongruenze del mondo agricolo che è in gran parte finanziato dall’Unione europea, ma che vive delle assurdità”, ha dichiarato Emiliano dopo essersi fermato a parlare con gli agricoltori in presidio davanti al Palazzo del Consiglio regionale e dopo aver partecipato a un incontro con una loro delegazione all’interno della sede.

“Noi imponiamo regole agli agricoltori europei – ha aggiunto Emiliano – diciamo loro di non usare i pesticidi o di non mettere determinati preparati per favorire la produzione, poi succede che nei porti italiani ed europei arrivi il grano di un altro Paese nel quale grano non sappiamo cosa ci sia dentro. E gli agricoltori si irritano, perché è una concorrenza sleale dovuta non tanto a un dolo da parte di chi prende decisioni del genere, ma anche alla mancanza di controlli. Ci sono incongruenze e questa gente è stanca, e purtroppo succede che non riescono a reggere e falliscono. Quando un agricoltore fallisce, va via una vita, non solo un’impresa. È un fallimento ancor più duro da accettare perché vanno via generazioni, storie importanti e bisogna stare loro vicini e far riprendere fiducia anche nell’associazionismo e nella relazione con le istituzioni”.

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