Agenzia Valerio

Era il 1971 quando si pensò di far nascere la “Società Pallavolo/Pallacanestro S.G.R”, Limosani ripercorre qui giorni in cui si decise di “creare una alternativa al gioco del calcio”, l’aiuto arrivò da chi fece moltissimo per lo sport in città: Don Mimì lu Barone.

«Era l’estate del 1971 e all’aperto, presso la scuola Galliani, si organizzavano i primi tornei di pallavolo e pallacanestro, una novità che conquistò presto un pubblico sempre maggiore. Spalti gremiti tutti i giorni e un’interessata, nonché corretta e curiosa partecipazione, anche per le regole che erano in parte sconosciute. A fine gara la tensione cresceva sempre più, gara dopo gara, ragazzini che ardevano dalla voglia di palleggiare o provare una schiacciata e cartoni appesi a un balcone che fungevano da canestri». Inizia così il ricordo Elia Limosani, tra i promotori della pallacanestro nella città di San Giovanni Rotondo.

«Forse era il caso di dare ai giovani la possibilità di praticare qualcosa in più rispetto al calcio, pensammo noi organizzatori, presunti  e “invisi” allenatori. Prima della fine dell’anno nacque la “Società Pallavolo/Pallacanestro S.G.R”. Le richieste di adesione erano tante e i ragazzi erano carichi di un entusiasmo contagioso che aumentava con le gare, trascinando sempre più adepti e spettatori, alimentando in noi il desiderio di continuare questa bella avventura che non portava nessun centesimo, ma vagoni di adrenalina.  Molto spesso eravamo noi dirigenti a finanziare le trasferte. Ricordo quella volta che dovevamo spostarci da San Giovanni e recandoci al punto di ritrovo, al bar di Scaringi, passò il nostro “Lorenzo il Magnifico”. Mi chiedeva sempre della squadra, lo fece anche quella volta ed io gli comunicai le difficoltà della giornata. Lui se ne andò, ma dopo pochi minuti arrivò Matteo, il suo tassista. “Quando si parte?”… ci disse.  Qualche giorno dopo mi emozionò ancora dicendomi  che potevamo rivolgersi a lui ogni volta che avevamo necessità o eravamo in difficoltà. Sto parlando di Don Mimì lu Barone, un uomo che ha fatto tantissimo per lo sport del nostro amato paese. Le avversità non si limitavano ai soldi- aggiunge Limosani- riguardavano soprattutto la concessione delle palestre, come se lo sviluppo di nuove discipline sportive non si radicasse ancora nelle mentalità delle autorità amministrative e scolastiche. Sono molti gli episodi in cui ciò era evidente, ad esempio quella domenica in cui eravamo pronti per una gara e trovammo la palestra chiusa. Rimanemmo spiacevolmente stupiti, come d’altronde anche gli ospiti. Qualcuno ruppe i vetri e la gara venne disputata comunque, con tutti i suoi rischi».

Il ricordo di Limosani si fa sempre più specifico e la memoria corre anche alle prestazioni tecniche della squadra.  «Si partecipava ai campionati dilettanti della provincia, i risultati non erano del tutto negativi, anzi. Il primo anno fummo la “sorpresa”, rispetto a realtà ben più consolidate come Foggia o Lucera. In primavera disputammo una partita importante, addirittura in trasferta e con la prima in classifica. Quella vittoria avrebbe aperto la possibilità della conquista del campionato, la vittoria non ci fu e nella bolgia di quel palazzetto finirono i sogni, impressionante il seguito di tifosi che arrivò da San Giovanni Rotondo, molti arrivarono per seguire quella gara. Ed era solo il primo anno.  Ecco, diciamo che fu quella la vittoria più grande per noi, quel pullman pieno di tifosi incalliti. Oggi, cinquant’anni dopo, quella vittoria vive ancora. Direi che ha vinto lo Sport, che è: aggregazione, fratellanza, salute e vita. A quei giovani, che mezzo secolo fa iniziarono a praticare senza divise o scarpe idonee, senza palloni, senza mezzi e a volte senza potersi nemmeno allenare sento oggi di dover dire grazie».

Elia Limosani nei mesi scorsi ha cercato molti di quei ragazzi che hanno fatto parte di quella squadra e ha chiesto a tutti di inviare una foto, per ricordare quella importante e vittoriosa esperienza.

In foto parte dei giocatori della “Società Pallavolo/Pallacanestro S.G.R.” , Elia Limosani è il primo a sinistra, e alcune foto storiche.

ADV Fini autosalone