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In questo anno scolastico partiranno 17 progetti, dal Gargano al Salento, “riportare le giovani generazioni alla consapevolezza di un cibo giusto, vero, sano, pugliese ”.

Come impattano le tecnologie digitali nella dieta delle giovani generazioni? E come bisogna agire per ritornare ad una sobrietà alimentare che sia a sostegno della salute? Una serie di interrogativi al centro della riflessione dedicata all’educazione alimentare e ai prodotti agroalimentari pugliesi, promossa dalla Sezione Coordinamento dei Servizi Territoriali del Dipartimento Agricoltura in Fiera del Levante diretto da Rosella Giorgio.

A confronto con i dirigenti regionali e il presidente della IV Commissione Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli nutrizionisti, project manager e responsabili delle Masserie Didattiche di Puglia. Perché da 14 anni le Masserie Didattiche, che oggi sono più di 200 in tutta la Puglia, rappresentano il punto di riferimento per riportare le giovani generazioni alla consapevolezza di un cibo giusto, vero, sano, pugliese nello specifico. Il Dipartimento Agricoltura ha investito 300mila euro in un bando dedicato a progetti di educazione alimentare che hanno messo in evidenza il grande valore della collaborazione tra enti pubblici, scuole di ogni ordine e grado e il coinvolgimento attivo della rete delle Masserie didattiche di Puglia. In questo anno scolastico partiranno 17 progetti, dal Gargano al Salento.

In Fiera del Levante è stato presentato il progetto primo classificato nell’analisi dei requisiti fatta dal Dipartimento Agricoltura. Si tratta del progetto del Comune di Ruffano denominato DEMETRA: si parte da una residenza teatrale in masseria didattica che realizzerà uno spettacolo sull’importanza dei prodotti agroalimentari pugliesi e che andrà nelle scuole.

inoltre nel Salone dell’Agroalimentare di Puglia è stata presentata da Nicola Laricchia – Dirigente di servizio associazionismo qualità e mercati – Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale e ambientale e da Francesco Matarrese – Responsabile del procedimento una nuova applicazione per smartphone di prossimo lancio, denominata App Ulìa. Si tratta di un progetto pilota che consentirà di provare la tracciabilità dell’olio EVO in procinto di nascere da 50 olivi monumentali.

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